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Il vasino di Pandora

vasinodipandoraQuante chiacchiere si fanno ogni anno che comincia. Chiacchiere infondate, basate sul futuro fatto tutte di cose da
aggiungere. Di vette da raggiungere, di trofei da portare a casa.
Ma se per una volta giocassimo a rinunciare?
Basta aggiungere teste di alce impagliate ai nostri muri. Per una volta rinunciamo, togliamo, eliminiamo.
Visto che gennaio non è ancora finito forse ha ancora senso elencare qui di seguito le mi rinunce. Le voglio mettere tutte
in un vaso di Pandora da usare a rovescio. Anzi peggio, uso un pitale, un vasino da notte di Pandora.
Lo riempio lo tappo e via, più leggero.

  •  Le trasmissioni televisive dove tutti discutono dicendo la loro e nessuno cambia idea
  • I gioielli (meglio spendere gli stessi soldi in un viaggio). Non parliamone più, dai
  • Televisori al plasma (se proprio devo pensare al plasma voglio ricominciare a donare il sangue)
  • Rinuncio al calcio, che mi piace molto. Ma ormai è diventato troppo poco sport e troppo spettacolo. Allora meglio correre, anche da solo, anche lentamente. Ma a lungo, spingendo i miei pensieri avanti di un capoverso.
  • Rinuncio all’aggressività nel traffico. A quella insopportabile indole da giustiziere che vede soprusi ovunque. Con la conseguenza di parolacce, rabbia, nervosismo. Meglio restare nella carreggiata più larga e meno competitiva della comprensione.
  • Mollo l’auto, quando devo fare solo quattrocento metri. Riprendiamoci un po’ di strada, ché la strada insegna sempre di più della meccanica.
  • Rinuncio a sentirmi dire che sono bravo, quando non è vero. E solo io so quanto mi pesa rinunciare a questo.
  • Rinuncio al cumino, che va bene sperimentare le cucine etniche, ma questo sa proprio di terra sotto le unghie.
  • Rinuncio alle ferie di agosto, alle vacanze di massa. Mi va bene un maggio o, meglio ancora, un settembre. Non importano i temporali e le giornate più corte. Voglio respirare.
  • Rinuncio ai vestiti ancora buoni che poi, chissà perché, non metto più. Devo liberarmene, regalarli a qualcuno a cui possano servire, prima che tarme e tempo li rovinino
  • Rinuncio a comprare per sentirmi appagato e rinuncio a non compare per sentirmi una cauta formichina. Magari è ora di chiedermi cosa mi serve davvero.
  • Rinuncio ad amare troppo i miei ricordi. Anche dopo la loro naturale scadenza, quando il best before è passato da tempo. Meglio concentrarci su oggi, su adesso.
  • Rinuncio a delegare la mia felicità a concetti estranei come Lotterie, Oroscopi, Talento. Devo credere nell’impegno, nella voglia di fare.
  • Rinuncio a usare troppe parole, perché con tante parole e un po’ di parlantina sono buoni tutti. A dimostrare il vero e anche il suo contrario. Basta frasi a effetto, basta ragionamenti furbeschi, basta menare il can per l’aia. Ma questa per me è la più dura di tutte, lo so.

C’è spazio nel vasino di Pandora. Se hai voglia di fare la tua lista fammela leggere.

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