stivali

La gonna grigia

lagonnagrigiaOggi fa freddo. Uno di quei freddi che porta la gente a lamentarsi oltre la media stagionale. Qui dove vivo adesso è il primo giorno di freddo che punge un po’ le mani. Che ti rinfaccia che dovevi prendere la sciarpa quando ormai sei per strada.
In auto stamattina ho incrociato una giovane donna, lei a piedi. Gonna grigia di lana, calze nere spesse, stivali neri bassi. Una giacca pesante e la borsa enorme. Mi è restata negli occhi.

Mi ha ricordato te. Che nella tua borsa ci portavi il mondo e poi non trovavi niente. Che avevi gonne di lana e non sapevi che scarpe metterti e finiva che continuavi a guardarle insoddisfatte anche quando parlavamo. Tu che in giornate come queste avevi la punta del naso rosso e le gote fredde. E soffiavi via i capelli dagli occhi, per non dover tirar fuori le mani dalle tasche.
Mi ricorda te, che battevi i piedi in macchina aspettando che il vetro tornasse trasparente per partire. Mettevi le mani sotto le gambe per scaldarle e non riuscivi neanche a finire una frase, tanta era la voglia di cominciarne un’altra.
Chissà come li ricordi tu, quei mesi. Le tisane al circolone, le sere a ritagliare figure di carta per il regalo a Paola, la chitarra sui sassi del letto del fiume. E la nebbia i chilometri i caselli.

Ho voglia di chiamarti. Come per leggere le schede in coda a un film di quelli belli. Quelle schede che ti dicono come è andata a finire.
Ma adesso son già partiti i titoli di coda e tutti si alzano. E mi alzo anche io, senza controllare se il tuo numero ce l’ho ancora.