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Podismo e matrimonio

mizunoCerco di parlare a mia moglie del mio allenamento. Anche se so che non ama la corsa. E tanto meno ama che io gliene parli. Tollera la corsa, ma non le chiacchiere che vorrei fare.
A volte sembra proprio che non ci capiamo.

Provo timidamente ad attaccare discorso: “Io oggi, come da programma,  mi sono messo le mie Mizuno Wave Fortis 5, quelle bianche con le finiture rosse e gli inserti catarifrangenti, hai presente? E poi ho fatto i miei 12 km a ritmo medio, seguendo il programma di allenamento che ho adottato”
E lei: “Io invece ho aiutato Federico a mettersi le scarpe, quelle con le stringhe, insegnandogli a fare il fiocco da solo. Ho detto agli altri due di mettersi le scarpe. Ho ripetuto la richiesta. L’ho ripetuta ancora, ogni volta aumentando il volume e inasprendo le pene minacciate. Visto che c’era uno sprazzo di sole. Mi sono infilata il primo paio di scarpe che è crollato dalla scarpiera e siamo usciti. Senza programma.

Io ci riprovo, cercando contro ogni logica una sua adesione:
Poi sono andato su quella salita, lì davanti alla scuola. E ho fatto cinque ripetute. Salivo di corsa e scendevo lentamente.
E lei: Poi ho messo sul soppalco gli scatoloni del cambio di stagione. Ho dovuto fare cinque giri. Salivo sulla scala e scendevo sulla scala. Ripetutamente.

Insisto, fingendo di non sentire la sua perplessità:
Alla fine dell’allenamento ho fatto un po’ di stretching. Qualche stiramento per non accumulare le tossine.
Mi sento rispondere:
E poi alla fine di tutto ho stirato un po’. Perché non sopporto di vedere i vestiti accumulare nella cesta.

Niente, vedo che non mi vuoi sentire. Vedo che non vuoi condividere le mie passioni. Come sei insensibile: è proprio vero che il matrimonio è la tomba del podismo!

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