pride

orgogliosamente

arcobaleno

Domani a Roma c’è una manifestazione. Si chiama pride. Nasce da quella che si chiamava gay pride, ma ha cambiato nome inserendo al posto di gay il nome della città. In effetti il nome era sbagliato in ciascuna delle due componenti. Sembrava quasi volesse sottolineare una differenza. L’orgoglio di essere gay. No: l’orgoglio deve essere di poter essere liberamente quello che si è. E quindi l’orgoglio (di tutti) dovrebbe essere quello di vivere in una società arrivata a un livello di civiltà in cui essere gay o etero o non so/non risponde non fa la differenza.

Coi miei figli (che sono alle elementari) ho affrontato domande sulla omosessualità. In un modo che probabilmente avrebbe dato fastidio sia ai sostenitori a oltranza della libertà totale, sia api paladini delle tradizioni chiuse.
Ho detto che normalmente un uomo ama una donna. Ma ci sono uomini che amano uomini e donne che amano donne. E che se una società è libera non tratta male chi ama una persona del suo stesso sesso. Anzi: il livello di civiltà di vede da come sono tutelate le posizioni più deboli. Ecco: l’ho fatto così, ma senza tralasciare di passare il concetto di normalità. Ho paura infatti che i bambini non sappiano fare la differenza e finiscano per assorbire un concetto confuso.

“Ah siete tutti bravi a parole, ma voglio vedere se tuo figlio ti dice che è gay come ci resti”.
Questa frase me la sono sentita dire tante volte e ci ho riflettuto. A prima vista è vero: sarebbe un dolore per me. Non tanto perché un mio ipotetico figlio non andrebbe a soddisfare ipotetiche aspettative che ho riposto in lui o in lei. Quanto perché sarei seriamente preoccupato che possa subire dei torti maggiori degli altri suoi coetanei e essere meno facilmente felice. Ma poi mi viene voglia di scrollarmi di dosso tutti questi pensieri ammuffiti e di andarci, alla manifestazione, con tutta la mia famiglia. Tutti assieme per vedere da vicino che siamo tutti uguali. Sarebbe il modo giusto per relegare sullo sfondo il solito brusio di chi ha le idee chiare soprattutto sulla vita degli altri.
Sorrido al pensiero, ma poi mi ricordo che questo weekend abbiamo così tanti impegni da togliere alla ipotesi qualsiasi realismo. Pazienza, magari lo faremo un’altra volta:

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