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Martirologio dei Santi Simone e Giuda

martirologioForse era una domenica pomeriggio. Di sicuro è successo all’oratorio femminile. La mia classe di catechismo ci stava preparando alla prima comunione.
Non ricordo se fossero diapositive o se fosse addirittura un film in costume. Fatto con gli spezzoni di film storici di secondo piano. Ricordo però che si parlava dei primi cristiani. Di come, pur di non rinnegare la loro fede, fossero disposti addirittura a farsi ammazzare. Quel Simone di otto anni restava senza parole. Prendendo in modo poco critico quei modelli vincenti. Che bello morire così eroico, andare in Paradiso direttamente!
Ma già allora qualcosa non mi tornava. Probabilmente non ho avuto il coraggio di chiedere chiarimenti alla suora. Figurarsi, quelle divise bianche e nere segnavano un distacco profondo.
Probabilmente li ho tirati fuori con mia mamma, i dubbi.
“Ma se si facevano mangiare dai leoni, poi da morti loro andavano in Paradiso. Ma poi non potevano raccontare agli altri di Gesù. Quindi forse era meglio fare finta di niente e vivere”
“Ma no Simone. Con il loro esempio hanno fatto capire a tutti che avevano ragione”
“Beh ma allora anche se uno credeva in una cosa sbagliata, tipo in Giove. Se si faceva ammazzare tutti si emozionavano e credevano che aveva ragione Giove”.
Poi, slealmente, il mio interlocutore adulto calava qualche asso. Tipo la Provvidenza o lo Spirito Santo. Che, con tutto il rispetto, ribaltava il tavolo della mia logica.

Nelle ultime settimane mi è tornata in mente quella sensazione. Mi sono capitati due piccoli incidenti in auto. A distanza di una settimana uno dall’altro.
Tutte e due  le volte sono fermo al semaforo e tutte e due le volte vengo urtato da gente che ha più fretta che mira.
Tutte e due le volte mi sono innervosito. La seconda volta con un imbecille molto aggressivo con lo scooter. Mi urta col casco che aveva legato dietro e si stupisce che voglia controllare se ci sono danni. A parte i venti centimetri in meno, il primo istinto sarebbe di tenere il punto. Di insultarlo. Di illustrargli il suo albero genealogico da parte di madre. Di cogliere l’occasione per spiegargli quanto la vita è stata ingenerosa con lui. Di fargli venire il dubbio di quanto sia fallito. Ma poi prevale il buonsenso e alle sue provocazioni “Aho, nun fa er malandino!” (sic!) Rispondo con “Guardi che è lei che mi ha urtato, io ero quello fermo al semaforo rosso. E diamoci del lei, ché non ci tengo”.
Ecco il primo dubbio è stato quello di essere un vile. Di essere uno che si tira indietro per paura.
Ma poi mi viene in mente quel senso di spreco che mi davano i protomartiri. E di quanto sarebbe stupido prendere un pugno in faccia per un graffio che neanche c’è. Su una multipla, poi.
Mi ha sempre divertito che San Simone sia sulla stessa casella del calendario di San Giuda. Controllate pure.
Ecco. A me Giuda è simpatico. E’ umano. Più dei martiri perfettini e che sanno sempre cosa fare. Che non hanno tentennamenti nella loro ostentata verità.
Ecco il mio martirologio lo voglio con dei se e dei ma. Io voglio essere condannato a continuare a vivere.

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