fuori

salvifico

salvagenteHo voglia di andare fuori. Non importa se piove. Non importa se non ho un appuntamento un impegno, una meta. Voglio solo andare fuori e camminare. Facendo i conti con questa nuova consapevolezza.
Ho sempre pensato che la parola giusta, detta al momento giusto potesse cambiare qualcosa. Come se ci fosse quella frase perfetta. Quella che riesce a rimettere in linea quell’ingranaggio che è andato fuori asse. Come se fossi quell’eroe dei fumetti che non ha super poteri, se non la parola. Se non la parola. Parola che allora non lesini. Parola che poi non ti chiedi neanche quanto sia opportuna, sensata, utile.

Ma adesso no. Ho capito che il silenzio ha una sua migliore dignità. Che le persone hanno il diritto di cadere e non è detto che vogliano essere salvate.
E allora esco. E guardo chi è per terra in una pozzanghera. Non lancio canotti, non gonfio salvagente. Al massimo mi fermo, cerco una mentina, alzo il bavero. Guardo con le labbra sigillate e riparto.
Quel mio atteggiamento salvifico risultava insopportabile agli aspiranti naufraghi, figurati a me.

Ho voglia di andare fuori. Ho voglia di imparare a non avere nessuno da salvare.

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