Filippo Pretolani

in mezzo a Zoff-Gentile-Cabrini

zoffgentilecabriniOggi mi è successa una cosa davvero strana.
Sono stato a un workshop molto interessante sulla scrittura. Tenuto da Gallizio (Filippo Pretolani) e Carmine Mangone.  Molto bello perché non era un corso di scrittura creativa. Era una riflessione (coi piedi ben piantati) sulla collocazione della scrittura nel nuovo mondo. Mondo che non è fatto di carta e colla a filo per rilegare. E che non confina più la scrittura in un ambito giornalistico o letterario.
Non è vero che si legge meno. È che oggi si legge ovunque. Soprattutto fuori dai libri.
Mi sono innamorato di questa definizione e ho deciso di adottarla come scusa per la mia pigrizia di lettore.

Ma la cosa più strana che mi è capitata è vedere la sala popolarsi di facce note. Persone che non conoscevo di persona, ma che magari ho tra i contatti su twitter o tra gli amici di facebook. Persone con cui avevo interagito in modo virtuale diventavano persone vere. Una specie di immagine che da sfumata diventa sempre più credibilie fino a diventare reale. Un mio personalissimo zoo di personaggi.

Mi sembrava di avere trovato la tana del coniglio. O il passaggio segreto per entrare nella pagina dei miei eroi dell’album Panini. Ero io e quelle facce, quegli avatar, erano vivi. Io ero in mezzo a loro. Come trovarsi in mezzo a Zoff Gentile Cabrini Scirea… Oppure come essere il quinto scarafaggio che attraversa Abbey Road. Quando diventa del tutto secondario essere calzato o scalzo.
È stato bellissimo, veniva voglia di toccarli, di dir loro “esisti?”.
Ecco per me la scrittura è questo. È incontro è stupore è sorpresa è realtà.

(Oh: ce l’hai Pierino Fanna?)

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