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Nella salute e nella malattia

anelli

Il corso fidanzati della Parrocchia di Santa Maria del Precipizio era ormai al settimo incontro su otto. “Di cui almeno 6 obbligatori” chiariva il sottotitolo del corso dalla fotocopia appesa in bacheca.
Non essendoci un vero e proprio programma i due incontri bonus venivano usati per gestire la concomitanza di partite di calcio infrasettimanali o finali di talent-show. Don Gianluca lo sapeva, tanto che poi non tirava mai la somma delle presenze e dava a tutti il nulla osta per il matrimonio in chiesa. Ma di naufragi ne aveva visti così tanti che ci teneva a mettere in guardia le coppie dagli errori di scelte avventate.
Quel giorno, poi, aveva avuto discussioni antipatiche in vicariato per via di lavori edili che non sapeva come pagare e di altre cosa che acuivano il suo senso di inutilità. “Il tempio del Signore” brontolava tra sé e sé tornando con le tasche vuote, “Ma qui te lo fanno costruire senza un mutuo”

Iniziò l’incontro senza indugio, alla chi c’è c’è.
Fece sedere le coppie di fidanzati in cerchio, come al solito e li fissò lungamente in silenzio, uno per uno, senza alzarsi dalla sedia. Dopo questo interminabile minuto iniziò.

Sapete quale è il problema? È che noi ci innamoriamo di momenti e vorremmo che durassero per sempre. Vorremmo dilatarli, essere felici per sempre. Ma quale sempre, ma quale eterno? Li lasciò macerare nel silenzio. Poi, dando sfoggio di grande memoria li guardò ad uno ad uno e questa volta parlò.
Roberto: hai capito che è per sempre?
Non attese una risposta
Elena: per sempre!
Passò a torturare la coppia successiva: Enrico per sempre. Elisabetta per sempre.
E così per Marta, Luigi. Omar, Elena. E tutti gli altri.
Nessuno rispondeva a quella che non era una domanda ma solo un’affettuosa intimidazione.
Riprese.
Adesso voi state progettando la vostra vita insieme. Riuscite quasi a intravvederle le vostre vite future. Le vedete entusiasmanti, ricche, luminose. Ma guardatevi attorno: sono così le vite di chi vi sta intorno?
Siamo tutti bravi a costruire ville sulla carta. Ci mettiamo un primo piano, un secondo, un solarium. La giusta esposizione alla luce, magari un giardino. Ma rendetevi conto che nessuno di voi, nessuno di noi (mi ci metto dentro anche io) sa fare calcoli strutturali.
La realizzazione delle nostre vite non somiglia mai al disegno che avevamo allegato alla licenza edilizia.
Vi rendete conto di questo?

L’incontro finì con tre quarti d’ora d’anticipo rispetto al solito. Don Gianluca salutò tutti con gentilezza e si ritirò nella sua stanza.
Qualcuno pesò bene le parole sentite quella sera. Qualcun altro guardò l’orario sul cellulare, calcolando l’impatto di quella chiusura anticipata sui palinsesti televisivi.