autorealizzante

La mia sfortuna è solo un alibi (profezie autorealizzanti)

Sento dire che “continua la sfiga in amore”. Sento dire “non mi offre lavoro nessuno”. Sento dire persino “andrà sempre così”. E’ vero.

Ma non è colpa della sorte, della sfortuna o del fato. E’ che se ci poniamo con un atteggiamento da perdente, finiamo per perdere. Inevitabilmente.
In alcuni ambiti, più che in altri, l’atteggiamento personale influenza largamente il risultato.
Se vado ad un colloquio di lavoro con una faccia da perdente, perché mi sono già convinto che non mi prenderanno, finirò per dare l’impressione di essere inadeguato. E io stesso sarò artefice della mia sconfitta.
Se in un corteggiamento mi pongo su un piano diverso (di insicurezza, di inferiorità, di inadeguatezza) finirò per risultare meno interessante e meno affascinante di quello che in realtà sono.
Se affronto ogni novità come l’incombere di una nuova sconfitta, in un modo o nell’altro, sto mettendo le basi per la prossima disfatta.

Certo, non è così meccanico. E io (io per primo) non ho tecniche da sbandierare o libri miracolosi da vendere. Ma  mi convinco sempre di più che un atteggiamento positivo riesce a dare risultati positivi. Da subito. Sia nei piccoli gesti, sia negli atteggiamenti verso le grandi questioni della vita.

Sono innamorato della figura dell'(ipotetico) Ministro Economico che deve fare una dichiarazione sulla inflazione del suo paese. Se vuole tenerla bassa deve mentire, dicendo “sarà bassa”. Ma se volesse essere sincero e dicesse “Sarà altina”, metterà lui stesso in moto i meccanismi che porteranno l’inflazione a crescere.

Ma forse questa è un’altra storia.