anniversario

Dieci

dieciDieci anni fa mi sono svegliato presto. Era un sabato. Sono arrivati mio fratello e mia sorella. Facevano gli spiritosi con una macchina fotografica bella. Di quelle con il rullino, che adesso sembra preistoria. Mi davano del romano, anche se lo ero da poco. Mi sono preparato e senza nessuna ansia siamo andati alla cerimonia.
Ma ci pensi, Francesca? Sono dieci anni. Dieci anni oggi.
Ci siamo detti allora che quel giorno non era importante. Non è il giorno del matrimonio, gli amici e parenti, la riuscita di una festa. Lì c’era solo lo starter con la pistola al cielo.
Poi tutta la forza e la resistenza, tutto l’impegno e il sudore, tutto il sacrificio e la gioia l’abbiamo dovuta mettere noi. Giorno per giorno. Metro dopo metro. Passo dopo passo. Mentre starter e pubblico restavano alla partenza.
Come ci sognavamo dieci anni fa? Non lo so. Il ricordo rischia falsare i colori e i contrasti. Restituisce foto non sincere.
Abbiamo tre bei bambini, ormai grandi. Che se dobbiamo essere onesti, oltre alla tanta fatica quotidiana ci danno anche soddisfazioni. Non abbiamo grossi problemi. Non abbiamo grandi ansie. Qualche viaggio riusciamo a farlo. Guarda, se avessimo fatto un elenco di quello che sognavamo dieci anni fa adesso dovremmo spuntare quasi tutte le voci con un “fatto”. Ma gli elenchi mentono, sembra tutto facile, guardando all’indietro.
Godiamoci questo tempo, Francesca. Senza troppa ansia di fare, di programmare, di fare bilanci.
Ah, dimenticavo: grazie Francesca.

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