aereo

Volare basso volare alto

takeoff

Spesso noi genitori ci troviamo la mattina in mutande a urlare “Vèstiti e non fare casino a quest’ora”. Che a pensarci bene non è proprio il massimo della coerenza. Ma alle sette e dieci di mattino la FIFA ha vietato le partite condominiali tra giocatori di sette e otto anni. E soprattutto le risse in campo e le rovesciate.
Quindi mentre mi faccio la barba mi capita di intervenire e di squalificare campi, espellere giocatori, comminare giornate di squalifica.

Visto che i vari DASPO contano poco, viene il sospetto che i piccoli giocatori-hooligan non vengano su nel modo migliore. Sembra che inizino a “rispondere” in modo maleducato e soprattutto a dover essere controllati perché cercano sempre di fregarti. Le partite infatti sono a porte chiuse, nel senso più stretto del termine. Sapendo di fare qualcosa di sbagliato si chiudono in camera e comincia l’incontro.
Magari con lo spazzolino in bocca, magari con il grembiulino blu, magari più che segnare lo scopo è fare a botte.
Ma quello che li accomuna è che, quando arrivano le ispezioni sono tutti angioletti. La palla è sparita in pochi millisecondi, le braccia sono aperte coi palmi in su (per dichiarare innocenza) e soprattutto gli occhi sono sgranati e increduli, che neanche il miglior Totò Schillaci!

Sbuffiamo, sgridiamo, andiamo avanti e un dubbio di non essere abbastanza bravi come genitori ci viene.
Poi capita che andiamo qualche giorno a Barcellona per le vacanze di Pasqua. Durante la preparazione per il decollo Federico si mette a disegnare, facendosi richiamare per il tavolino aperto. Chiara si mette a leggere. Luca invece è silenzioso. Si gira verso di me (che sono dall’altro lato del corridoio) e ammette mal volentieri “Non sono tanto tranquillo”.
Capisco che, imprevedibilmente, ha paura del decollo e sta chiedendo aiuto. Faccio un cenno con gli occhi a Chiara che, meravigliosamente, capisce al volo. Protettiva e sorella maggiore come non mai gli dice “Non preoccuparti” e gli sorride. L’aereo prende velocità e decolla e io guardo le due manine, una sull’altra, appoggiate sul bracciolo della fila 33. Luca è meno preoccupato. Chiara è silenziosamente fiera del suo ruolo.

E io penso che forse sì, forse stiamo facendo un buon lavoro.

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