Vicker: io avrei una ringhiera da riverniciare…

Hai mai sentito parlare di Vicker? No? Neanch’io.images_ybc_22_21_1dc965a1d87c4b2e2d86a9922479f09c3351a63d

Mi chiama un’amica, con cui discuto spesso di web e di marketing e mi propone di partecipare a una discussione su una nuova soluzione. Ci sarà gente di diversa estrazione, ma a tutti chiederò di scaricare una app e di dire in tutta libertà cosa ne pensano.

Malgrado la serata in questione fosse un lunedì (il giorno più incasinato della settimana, perché i piccoli hanno inglese a casa e in più Francesca ha le riunioni a scuola fino a tarda sera), capita che per lavoro sono proprio lì vicino. Allora mi organizzo e dico di sì.

Vado nello store e scarico questa app. Si chiama Vicker e il nome non mi suggerisce ancora niente. Non ancora. Dalla descrizione capisco che è una piattaforma per mettere in contatto chi sta cercando qualcuno che sa fare un lavoretto con chi ha il lavoretto da fare. Portare fuori il cane al mio posto quel giorno che non ci sono, tagliare l’erba del giardino, portare il mio veccio televisore col suo pesantissimo tubo catodico nell’oasi ecologica (visto che nella mia utilitaria non ci entra neanche a pregare!). Mi viene in mente subito un lavoro che ho lì da un po’ di tempo. Verniciare la ringhiera del terrazzo. L’ho verniciata io una decina di anni fa e ha bisogno di una ripassata. Ma ricordo che grande rottura di scatole è stata allora e (se trovo qualcuno che lo facesse al prezzo giusto) è una grana che mi evito volentieri.

images_ybc_22_21_cfd80bfce264f071a31f7d50285153f8c984006eProcedo nella registrazione. A dire il vero è un po’ troppo rognosa. Nome, cognome, email, codice fiscale, conto paypal. Mi fermo un momento. Come mai tutta questa roba?  E poi questi chi sono, a cosa gli servono tutti questi dati sensibili?
Già vedo la ruggine della mia ringhiera che continua lentissimamente a fiorire. Fingerò che sia il richiamo della Primavera e farò finta di niente ancora una volta.

Poi arriva il giorno del confronto con la azienda. Inizia una discussione e vedo che il problema della registrazione troppo pesante non era solo il mio. Ma Matteo (uno dei due ideatori) ci spiega che è stato risolto e che a giorni sarà tutto più snello. Bene. Ma soprattutto ci racconta della sua idea e del fatto che tutta questa meticolosità è dovuto alla serietà con cui affrontano il problema del lavoro.

Questo progetto (di cui la app è solo lo strumento finale) è l’idea di mettere finalmente in contatto chi ha da offrire un lavoretto e chi lo sa fare. Si suggerisce un prezzo, di descrive il lavoro e si entra i contatto. Si può chattare (hai presente whatsapp?) per avere altri dettagli e per scambiarsi foto e video. Si può discutere di tempi e modi. Poi alla fine chi offre un lavoro sborserà quanto promesso. Il lavoratore avrà una piccola commissione da pagare al sito per avergli trovato questo lavoro. Lavoretto, certo, non lavoro. Non è un sito che si sostituisce alle agenzie di lavoro interinale o ai job hunter. È qualcosa di profondamente diverso. Somiglia al (santo e benedetto!) passaparola degli amici. Di quelli a cui ti rivolgi quando non sai da che parte girarti “Non avresti il numero di un elettricista bravo per mettermi a posto questa presa?”.

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Non è un portale di trovalavoro. Anzi. È qualcosa che mancava: è il portale della share economy. Somiglia, nella visionarietà dei suoi inventori, un po’ a una banca del tempo (dove ci si offre per svolgere lavoretti per cui si è tagliati). Ma somiglia anche a Uber e a AirBnB. A siti che fanno in modo più condiviso, economico e basato sulla rete, una attività tradizionale. Reinventandola. Senza mettersi in concorrenza diretta con quello che fanno i taxisti (Uber) o gli albergatori (AirBnB), ma guardando in faccia un settore nuovo di cui prima non si distinguevano i contorni. Dal punto di vista di chi sa fare un lavoretto (ripetizioni, giardinaggio, manutenzione ma anche tantissime altre cose) è un portale interessantissimo. Mi registro entro e se c’è qualche offerta la prendo al volo. Un aiuto in più per lo studente che vuole mettere via qualche soldino o per un professionista o pensionato che vuole mettere a frutto i suoi ritagli di tempo.

Io non sono bravo a prevedere il futuro, ma in questo team ho visto una passione che mi ha coinvolto. Mi hanno chiesto se volevo parlarne e lo faccio volentieri, su questo blog.

Sono tornato a casa e ho completato la registrazione. Non si sa mai che poi la mia ringhiera possa trarne qualche beneficio (con auspicabili ricadute sull’armonia familiare)…

http://www.yourbrand.camp/index.php?option=com_yourbrandcamp&view=tagline&format=raw&id_p=21&id_c=22&id_u=978

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8 comments

  1. grazie, lo terrò d’occhio sicuramente. non lo considererei visionario, dato che come logica non è altro che la versione 2.0 delle banche del tempo, ma il discrimine potrebbe essere proprio il discorso economico (che, se non bel calibrato, fa fallire le BdT).

    1. La critica che ho sentito fare è quella che vorrebbe che con soluzioni di questo tipo si potrebbe creare un’asta al ribasso nel mercato del lavoro. In realtà se so che per verniciare la ringhiera dovrei spendere 150/200 euro se ne offrissi 50 sarei un pazzo: mi porterei in casa qualcuno che fa solo casino.
      Sulla vita delle startup, invece, il discorso è troppo complicato per me…

      1. diciamo che questo sistema, come uber e airbnb, glissa su un aspetto non irrilevante, che è quello della fiscalità. dubito che chi aderisce ad una rete di questo tipo emetta ricevute per le prestazioni d’opera. posta questa premessa, non trovo improbabile che si creerebbe un’asta al ribasso, ma temo prevalentemente al lavoro in nero.
        (detto questo, offro ottima alternativa alla verniciatura della ringhiera: http://www.greenme.it/abitare/arredamento/6940-guerrilla-knitting-lavori-maglia) ;)

  2. Da quello che ho letto nel loro sito,nessun lavoro in nero. Appena finito il lavoro,viene emessa ricevuta fiscale dal sistema. Il lavoratore è come se facesse auto-fattura che dovrà dichiarare nella dichiarazione dei redditi. Ecco perché serve il codice fiscale.
    Per il discorso lavoro sottopagato non credo proprio. Io metto un annuncio (minimo 20€) ,ma chi viene a eseguire il lavoro non è pazzo o regala il suo tempo. Non accetta.

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