Come uno specchio rotto

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Una poesia è uno specchio rotto. Ha tanti frammenti: in uno vedo un pezzo di me, in uno un pezzo di te. Ci vedo tanti colori, tante luci, tante possibili immagini. Se socchiudo un poco gli occhi, facendoli a fessura per cercare di vedere tutto assieme, allora mi sembra di vederci un quadro completo, un’immagine con un messaggio che mi risulta.
Dico che è un bell’insieme, mi consola, ci leggo verità e simboli decrittati.
Ma a essere seri, gli occhi van tenuti aperti. Mi fermo a guardarlo quello specchio. Lui e tutte le immagini che ha dentro. Vedo un pezzo di me. Vedo un segmento di te. Ma dopo poco l’illusione crolla e devo ammettere che quella immagine non sono io. Che quella immagine non sei tu. Che quell’insieme non sta insieme.
E me ne vado, lasciando ad altri la poesia e i simboli. Vado alla prima campana verde del vetro e butto lo specchio, l’immagine e tutta la poesia.

31 comments

  1. Meglio non guardare gli specchi che alla fine sono un inganno degli occhi piuttosto tieniti i “frammenti” che hai di te e degli altri, sono piccole identità da mettere assieme per creare nuove forme.
    E non parlo della poesia che è un terreno che non conosco.
    Un saluto :)

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