Ci sembrava di volare

fabriziocosi2Marino mi racconta che Fabrizio è morto. Un aneurisma. Così, senza nessun preavviso, senza nessun motivo serio. È tutto il giorno che ci penso e ci ripenso. E non ci capisco niente. Sono ancora nella fase in cui mi ripeto i non può essere, i devo avere capito male, i deve essere uno dei suoi scherzi.
Ma piano piano vedo che la bacheca di facebook si popola di foto sue, di saluti dei suoi amici, di faccine marziane. E piano piano comincio a capire di dovere abituarmici.

Fabrizio è quel pazzo che di fronte alle auto strombazzanti di milanesi bloccati da una Stramilano non ha fatto come tutti noi: non li ha guardati con un sorriso compiaciuto, magari addirittura prendendoli in giro. Lui ha iniziato a guardarli dicendo “Vieni a correre anche tu, la corsa è per tutti, la corsa ti fa star bene”. Ha cominciato a dire così a chi lo guardava come un marziano. E i podisti da marte sono nati così: correndo nel centro di Milano regalando fiori alla gente che li prendeva per pazzi. Ma alla fine riuscivano a strapparlo a tutti, un sorriso.
E poi questa forza di coinvolgere e far sorridere è stata indirizzata verso iniziative serie. I marziani hanno raccolto fondi in decine e decine di iniziative. Per tante e tante associazioni e progetti.

E con tutta l’energia che sapeva metterci ne aveva raccolti di seguaci. Di gente che si avvicinava alla corsa e alla voglia di sorridere e stare in mezzo agli altri.
Abbiamo corso assieme, l’ultimo dell’anno di qualche anno fa, a Roma. Io tutto serio e impettito, lui sciolto, con quelle gambe lunghe, le orecchie a sventola e il sorriso sempre pronto. E la bandiera dei Podisti da Marte che sembrava non pesargli. Ero partito con in testa un tempo che volevo fare in quella dieci chilometri. Invece poi abbiamo corso scherzando e aspettando i più lenti (qualcuno persino più lento di me). Alla fine qualcosa ho capito: che non contano tanto i primati personali, e che il miglior tempo non è quello stampato su un certificato di partecipazione a una gara, ma il tempo passato a fare q11204909_10207183608776009_832895533558629308_nualcosa con un significato. E correndo così, assieme, in scioltezza, magari andavamo piano, ma ci sembrava di volare.

Fabrizio l’ho visto l’ultima volta al matrimonio di Carla e Marino, l’anno scorso. Eravamo seduti a fianco e progettavamo di far sbarcare l’astronave marziana a Roma. E chiacchieravamo di corse e di Puglia di figli di lavoro e di tante stupidate.

Lo ha scritto bene Franz: “‘fanculo Fabrizio”. Non vale che te ne vai così. E lo ha scritto bene anche Marino, in quel Ciao Capitano che è un saluto già perfetto e a cui non servirebbe aggiungere altro.

Adesso come facciamo a trovare lo stesso entusiasmo per fare le mille cazzate indispensabili? Adesso chi lo porta il bandierone, ché a noi viene già il fiatone ad allacciarci le scarpe! Adesso chi porta avanti il testimone?

Nelle tante foto che ti ritraggono quasi sempre con la maglietta gialla, c’è un elemento comune: il sorriso. Quel sorriso che riuscivi sempre a tirare fuori, anche a sproposito. Quello forse è un insegnamento che ci lasci: a noi, noi tutti. Amici, conoscenti, colleghi, automobilisti incazzati, passanti in giaccca e cravatta e sconosciuti. Certo: col tuo fiato correre e sorridere è più facile. Ma prima o poi magari ci arrivo anche io.

Adesso ci vorrebbe un po’ di pioggia, sai? Una di quelle piogge che quando hai pensieri così pesanti aiutano molto. Perché mischiano tutto: le gocce di acqua, il sudore salato e magari anche qualche lacrima, tanto chi se ne accorge. Una pioggia di quelle che lavano via la polvere e tutte le cose ingombranti e inutili come queste parole, una pioggia di quelle in cui è bello allenarsi.

Oh, poi dimmi se nel posto dove sei ci sono dei bei percorsi per correre. E mi raccomando: anche se ti dicono di non fare troppo casino, tu continua a farlo che va bene così.

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24 comments

  1. Chi sorride accoglie e tante volte salva.
    Ho letto tutto con il sorriso perché credo che una persona così meriti di essere ricordata con poche lacrime, molto affetto e tanta gioia di fare ancora e ancora per chi ha bisogno (Bravo Simone, soprattutto il pezzo finale è bellissimo).
    Un abbraccio ai tuoi amici, Fabrizio augurando loro di portare in giro il bene che gli hai lasciato.

      1. Ciao… per la maglietta vi faccio sapere… normalmente ce ne era uno stock di riserva che vendevamo alle missioni… un po’ di pazienza e poi vi faccio sapere

  2. Qui a Milano ci siamo rimasti male in tanti (per usare un eufemismo)…ma devo dire che nella tristezza del momento mi si allarga il cuore a scoprire quante e inaspettate persone sono legate alle magliette gialle.

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