Amarsi a tratti

equilibristaViste le vite frenetiche che conducevano, quando si conobbero non sapevano proprio come amarsi. Non che le avessero scelte, quelle vite, ma una volta trovaticisi dentro, non era proprio ipotizzabile uscirne.
Nonostante questo, crebbe in loro un sentimento incontrollato. Forte, molto più di quanto avrebbero potuto ipotizzare. Persino più di quanto erano in grado di gestire, infilandolo nelle loro ordinatissime agende di appuntamenti. Viaggi da fare, scadenze da rispettare (o almeno da affrontare con ansie rinnovate), obiettivi da raggiungere, impegni da incastonare.
E poi i passi avanti, i maledetti passi avanti: chi ha il coraggio di rinunciare a quelli, dopo tutto il tempo e la fatica impiegati per cercare di raggiungerli! Le vite sature di entrambi, quindi, non consentivano di aggiungere altro. Eppure non seppero resistere.

Si lasciarono spingere come da un vento improvviso, di quelli che ti aspetti solo un po’, ma quando arriva ti fa perdere il ritmo e per non cadere in avanti devi fare piccoli passi svelti per recuperare l’equilibrio.
Dopo di questo capirono che non c’era spazio e si trovarono, inspiegabilmente, ad amarsi a tratti. Sì, a tratti. Non fu una vera decisione. Fu piuttosto un assecondare una situazione ineludibile. Continuarono a condurre le loro vite piene, ma a tratti si amavano pienamente. In quei tratti si concedevano l’un l’altra senza riserve e senza ipotesi sul futuro. Per poi tornare altrettanto pienamente alla vita precedente. Affrontandolo da un punto di vista teorico, il problema era proprio di sincronizzare quei tratti. Di fare in modo che il tratto pieno non coincidesse con il tratto vuoto dell’altro. Erano come equilibristi sulle linee tratteggiate al centro della carreggiata: in quei giochi di bambini dove vale solo calpestare il bianco e se vai sul nero sei morto. Ma morto davvero, eh; ché nei giochi dei bambini non si scherza!

Saltellavano dentro e fuori da questo amore vivendo lo strano imbarazzo di dover ricondurre a una logica qualsiasi questa completa ma alternata appartenenza. E la cosa paradossale è che non avrebbero mai barattato questo ticchettio sentimentale con nessun rassicurante suono costante.

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14 comments

  1. Mi chiedo se sia più difficile sincronizzare la pienezza di quei tratti piuttosto che trovare un ticchettio costante…si va a tentativi…e si sperimenta!
    Sono tornata a trovarti, hai visto? ;-)

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