Effetto Doppler

doppler

Mi avvicino a questo passaggio a livello (con barriera) e la sbarra sta scendendo. La vedo da lontano. Più veloce di quanto pensassi. Io che vivo in città mica ci sono abituato a queste scene. A dire la verità non sono neanche sicuro che sia la strada giusta. Da quando abbiamo i navigatori in auto abbiamo perso la consapevolezza dell’itinerario. Siamo solo preparatissimi a quello che avviene dopo la prossima curva. E di solito è uno svoltare a destra, tenersi sulla sinistra, proseguire per via qualcosa…

Mi aspetto il treno che non arriva, c’è un sole che non si è ancora arreso alla fine del pomeriggio. Ma forse ha ragione lui, sono io che ragiono col calendario invernale. Il treno non arriva e inizio a pensare a te a cosa ti direi, a come te ne sei andata. Che quando era il momento ti avvicinavi a me e ti sentivo squillante, fresca, affascinante. Poi quando sei andata via hai cambiato tono. Tutto mi sembrava cupo, come se fosse sempre stato cupo, cupo fin dall’inizio, tutto filtrato su tinte sbiadite e poco contrastato. E ancora non mi spiego come è stato, come abbiamo fatto, come?

Ma tu non ci sei e queste cose me le racconto da solo. Aspettando un treno che ancora non arriva, una sbarra che ancora non mi libera la via. Tanto non saprei neanche come dirtele, tanto non sarei libero: continuerei a pensare a come prenderai quello che ti sto dicendo. Finirei per dirlo male

Finalmente arriva il treno e per qualche strano rito suona la sua sirena, accivinandosi al passaggio a livello. FI FI FI FI FI FOO FOO FOO FOO. Sì, proprio così dei colpi di sirena, tutti uguali che prima suonano alti. FI FI FI FI squillanti, freschi. In un certo senso vivi e affascinanti.

Poi scivola veloce davanti e il suono si fa cupo FOO FOO FOO.

È l’effetto Doppler, dicono. Il cambio di tonalità è colpa del fatto che la sorgente del suono si muove rispetto a chi lo ascolta e questo cambia la lunghezza d’onda percepita e il suono cambia e bla bla bla.

Passa il treno ma tu non ci sei. Anche questa sirena del locomotore è un po’ come te. Allegra e squillante quando si avvicinava e cupa dopo. Ma queste cose, se fossi qui, non te le racconterei. Cosa vuoi che te ne freghi dell’effetto Doppler!

 

 

6 comments

  1. una lotta che non vinco mai, quella di voler dire tante cose e di chiedermi come le si prenderà, soprattutto di dirle male queste cose. praticamente inchiodata dietro un passaggio a livello.

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