festa del vernidas

vernidasMi sembra ieri che li facevo io quei bigliettini per la festa del papà. Portacenere di das (quando c’era tempo col vernidas) oppure una cravatta di cartone da mettere attorno alla bottiglia di whisky. Perché i papà degli anni Settanta evidentemente erano tutti delle bestie che fumavano e bevevano in continuazione. Questo almeno nell’immaginario delle maestre e dei pubblicitari degli anni Settanta.
Spariti i portacenere, sparita la pubblicità dei liquori, sparito il das (anche se qualcuno giura di averlo visto in qualche vecchio negozio) restano i papà. Diversi da quelli di allora: con meno autorità, meno basette, meno zampe di elefante. Forse anche con meno speranza di una volta. Perché il mondo non è più quello governato da un indiscriminato aumento del PIL e delle possibilità. Non è più quello per cui ogni nuova generazione sta matematicamente meglio di quella precedente.
Mi guardo allo specchio e, invecchiando, vedo tratti di mio padre. Non so se mi disturba invecchiare o sentirmi uno stampino addosso (bello o brutto che sia). Poi in fondo sono simile anche in certi aspetti del carattere: tipo quando nell’abitacolo della mia macchina sono il più grande rompimaroni dell’emisfero boreale…

Stamattina facendo colazione ho detto che non sono tifoso e Luca mi ha detto “Ma come! Tu tifi per il Mantova”.
“Ma no, non sono tifoso”
“Ma io l’ho scritto sulla scheda per la festa del papà”
Allora non me la sono sentita di insistere e ho detto che sì, che tifo il Mantova. E in quel momento non era una forzatura. Era assolutamente vero. Perché se me lo chiedono loro tifo anche il Mantova. O la Juventus. O persino la Roma (no, be’ non esageriamo).
Voglio che questi regali politically correct siano una soddisfazione, almeno per i miei figli che ci hanno lavorato. Non importa se finiranno nel secondo cassetto del comodino, che ormai non si chiude più.

16 comments

      1. questa risposta dice di quanto segui il calcio (anzi, seguiamo, io sto conciato peggio di te). ho scoperto, irriso dai miei colleghi, che si dice lega pro. la C1 pare sia morta anni fa.

  1. Il das e il vernidas esistono sempre e io li amo! Col mio bambino anni fa abbiamo fatto degli animaletti e poi li abbiamo verniciati e lucidati. E quanti posacenere abbiamo fatto noi da bambini, hai ragione! E comunque ti è andata bene: mio figlio nel tema sul padre ha scritto “è un po’ cicciotto”, quando quello si sfinisce di sport per restare in forma.
    Lui l’ha presa bene e ci ha riso, per fortuna. :)

  2. terza elementare, anno 1975, la maestra dice di portare a scuola il das, io lo dico alla mia mamma che mi riempie un vasetto di Dash polvere per lavatrice, il giorno dopo a scuola tutti avevano il das mentre io avevo il dash

  3. Io col das ci giocherei ancora. Alle elementari ho decorato un piatto di Natale ed è ancora sopra al camino nella casa dei miei genitori. Ogni volta che lo vedo sono grata che non l’abbiano mai spodestato. Quindi ti consiglio di svuotare altri cassetti per tenere tutti i regalini :)

  4. Mi ero persa un tuo post bellissimo. Mi sto perdendo un sacco di cose in questo periodo. Il DAS qui ogni tanto transita ancora, i regalini politically correct sono esposti, che loro ci tengono molto di più di quello che noi immaginiamo. Alla prossima festa della mamma, però, chiedo un portacenere!

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