Smontare e rimontare

smontare rimontare

A furia di aggiungere strati di scotch, poi il giocattolo non sta più assieme. A forza di abbozzare, poi ci si dimentica il perché ci si era ficcati in questa situazione. A mano a mano che aggiungiamo toppe, poi le tute da ginnastica dei bambini diventano armature. Continuando ad aggiungere eccezioni, poi perdiamo di vista le regole. Sporgendoci troppo sul futuro, rischiamo di cadere giù dal presente.

Ad un certo punto mi sono accorto che correvo ma invece di migliorare restavo allo stesso punto. Dovevo calare, certo. Era da anni tra le cose da fare. Era il consiglio ricorrente che mi davano i vari medici che, molto casualmente e molto sporadicamente, mi capitava di sentire. Ma calare è faticoso, soprattutto se pensi che c’è tempo, che lo farai, che hai tutte le informazioni che ti servono, che basta iniziare. Così passa il tempo e gli allenamenti per la maratona diventano radi. La schiena comincia a fare male e a perdere elasticità. Vertebre? Muscoli? Ernie?
Fino a quando ho dovuto prendere atto che la direzione presa non mi stava portando da nessuna parte. E allora la soluzione è solo una. Fermarsi. Smontare e rimontare.

Riuscire a capire da quale punto ho sbagliato e ripartire. Anche non subito, anche senza fretta. Magari rinunciando a qualcosa. Smontare e rimontare.

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