Odio sentirmi invadente

bussare

C’è un equilibrio strano che mi ha sempre accompagnato. Da piccolo ero timido, troppo timido. Mi avevano educato al rispetto. Rispetto delle persone, rispetto della quiete, rispetto del decoro del condominio. Non dovevo essere maleducato con le persone (ottimo insegnamento), non dovevo essere inutilmente chiassoso (buon insegnamento), non dovevo fare casino nel pianerottolo, dare cattivo spettacolo, farmi riconoscere.
Adesso che è il mio turno di essere noioso, anche io sto passando questi discutibili insegnamenti ai miei (indipendentissimi) discendenti. Quindi dovrei avere il pudore di non criticarli troppo, questi precetti.

A scuola ero bravino. Anzi di più: ero bravo, decisamente bravo. Ma quando mi interrogavano, alla lavagna o dal posto, io arrossivo. Non era inadeguatezza: le risposte le sapevo. Era il timore del giudizio degli altri, la paura di parlare in pubblico. Fosse anche il pubblico consueto della mia classe.
Questa timidezza, con gli anni l’ho vinta. Ho imparato a parlare davanti a molte persone. Ho imparato a essere spigliato. A fregarmene delle critiche. A non arrossire.

Ma mi è restata dentro anche una parte di quella mia anima di prima. E questa contraddizione si manifesta in un dubbio. Il dubbio. Quando una persona mi interessa so che è bene dimostrarlo. Essendo presente, propositivo, visibile. Ma poi la mia parte timida si ricorda del Simone che sapeva arrossire e si pone mille “ma se?”
Ma se fossi invadente?
Se stessi esagerando?
Se, senza accorgermi, fossi diventato molesto?

Iniziamo a frequentare una nuova famiglia, magari perché abbiamo i figli in classe assieme. E, se mi trovo bene, mi viene spontaneo ipotizzare uscite, gite, occasioni. Ma poi mi blocco. Mi vengono quelle domande. Sorge quell’odioso dubbio di esagerare, di essere invadente. Odio sentirmi invadente.
Ecco: penso che ogni situazione positiva nasca da un equilibrio. Non un equilibrio statico, ma un equilibrio dinamico. Fatto di contrapposizioni, di aggiustamenti progressivi. Una specie di giroscopio che gira gira per stare saldamente fermo. Non so se ha senso, ma mi piace.
Capisci cosa sto dicendo? Mi interessa che ti arrivi in modo diretto… ma dimmi: non è che sto diventando troppo invadente?

 

 

 

37 comments

  1. mi metto tra le schiere degli invadenti impuniti, al punto che se uno all’improvviso “scompare” mi sento legittimata a chiederne i motivi, senza remore. Questo perché penso che l’esser cristallini sia al di sopra di qualsiasi invadenza.
    Se poi sbaglio mi prendo anche le offese, ma chi se frega alla fine? :)

      1. Si migliora, ma non passa veramente mai. Più che altro ci si conosce meglio e ci si forza a superare il “se” che è sempre lì

  2. È che in genere gli invadenti non capiscono affatto tutti i segnali che gli mandi per fargli capire che stanno esagerando.. Non mi pari così ceco!

  3. Mi piace molto come scrivi! Oggi mi sono ritrovata nelle tue descrizioni e purtroppo non ho ancora imparato come si fa a non arrossire :oops:
    Mi sento già invadente a commentare, perciò mi ritiro in buon ordine!
    Mela

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