L’attesa

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Ho sempre pensato all’attesa come un qualcosa di brutto che logora, che non da pace. Che snerva. La lama di un coltello passata con sadica lentezza seguendo le fibre del muscolo. Una presenza indefinitamente sbagliata e lentamente dolorosa. Ho sempre pensato che fosse la tortura più grande, perché senza scampo. Ho sempre pensato che l’attesa fosse buia, senza aria.

Ma non ho mai considerato che l’attesa ha in sé anche altro.

L’attesa è costruzione di una realtà che ancora non conosco. Prima è un seme timido, sepolto nel sottobosco acido e buio del dolore. Poi, quando riesce a mettere fuori un germoglio, prende quel poco di forza per crescere. Allora sì che tutto quel tempo lì sotto, tutte quelle lacrime e azoto, diventano forza.
L’attesa fa decantare la confusione dei sentimenti emulsionati. Quando escono dal bicchiere di un frullatore tutte le sensazioni in fondo si somigliano. Allora, se proprio dobbiamo aspettare, è meglio guardare i residui mentre si depositano sul fondo. Lasciare sublimare gli spiriti, lasciare che il profumo si decida. Ma alla fine abbiamo di fronte un qualcosa di preciso.
Nell’attesa impariamo a allentare i muscoli della mandibola, ché non si possono tenere così tesi dopo un crampo. E  impariamo a essere lenti, abbassando pulsazioni e dolore.

L’attesa più bella non è quella che dura poco. L’attesa più bella è quella che ti cambia.

20 comments

  1. T’ho lasciato per ultimo. Ho affrontato la mia sessione quotidiana di post, parole, poesie, fotografie raccolte nel reader. E’ da ieri che questo post lo guardo, lo leggo … mi lacero e vado oltre.
    Ritorno, con le lacrime agli occhi.
    C’è un nuovo post nel reader e la pagina resta aperta.
    Daccapo. E ancora lacrime …
    Vivo di emozioni, passano dal cuore e non mi danno spiegazioni e forse è giusto così, basta elucubrazioni mentali, basta certezze, basta dare un senso a tutto.

    L’attesa più bella non è quella che dura poco. L’attesa più bella è quella che ti cambia.

    Forse non ho mai imparato ad attendere … e nemmeno ad allentare i muscoli della mandibola … forse basta lasciarsi vivere – come dice tiZ – con l’intonazione giusta per il cuore.

  2. … senza contare che l’attesa rende speciale qualunque cosa; quando si ottengono subito tutte le risposte e tutte le cose ci si stanca di loro altrettanto velocemente!
    Buon fine settimana.

  3. Io non so aspettare, quando qualcosa o qualcuno me lo impone. Se ci penso divento matta. Il punto è però, che alla fine forse tutta la vita può definirsi una grande, inconsapevole, attesa. Se ci pensi è così: aspettiamo sempre qualcosa, qualcuno, un tempo migliore, un momento, un’azione, qualsiasi cosa. Ed il più delle volte, nemmeno ce ne accorgiamo. Riempiamo la nostra vita di tante cose per ingannare quell’attesa che se fosse consapevole non sapremmo gestire. (Oggi mi sento particolarmente filosofa…) :)
    A presto!
    Life, Laugh, Love and Lulu

    1. Che sia stata un’attesa forse lo capisci solo dopo. È un tempo di ridefinizione di confini e identità in cui piangi ridi pensi ti spezzi e trasformi. E si, cambi.
      Bello.

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