Ventuno rosso dispari

roulette
Stava salendo in macchina, ma si fermò. Tornò verso di me lasciando distrattamente aperto lo sportello.
Riprese un discorso iniziato chissà quando nella sua testa.
“È proprio questo il punto. Io sono sempre stato prudentemente attento alle ragioni degli altri. Prudentemente attento alle ragioni degli altri. A tutte le ragioni, a tutti gli altri. Non so a cosa è dovuto: se a un’educazione improntata al rispetto, al riconoscimento dell’esistenza degli altri o magari a niente di tutto questo. Magari è una questione innata, scritta da qualche parte del mio DNA. Ma io mi sono sempre messo nei panni degli altri.
E non so se è sempre un bene. Certo: se si discute e si cerca una mediazione sono nella posizione giusta. Se anche devo lavorare nel marketing e capire le esigenze del cliente vado benissimo. Mi viene così naturale pensare con la sua testa!
Ma quando c’è da sgomitare, scalpitare, scalare e primeggiare: lì sono molto meno preparato. Non che mi manchino le doti o la fiducia in me stesso. Ma tante volte mi sembra insensato puntare tutto su un numero solo: 21 rosso dispari.
Molto meglio un testa o croce: si vince molto di meno, ma si ha molta più probabilità di portare a casa qualcosa”
Sorrise senza luce e entrò sulla sua macchina. Partì piano.
Non voleva andarsene senza avere chiarito. Mettendosi nei miei panni non gli sembrava corretto. E quella, se ricordo bene, è stata l’ultima cosa che mi ha detto.

11 comments

  1. lo sfondo perfetto (ciò che il mio immaginario ha immediatamente evocato) sarebbe la scena di moretti in vespa e del “sarò sempre d’accordo con una minoranza”. di conseguenza, mi aspetto che tu abbia concluso la conversazione con “auguri”.

  2. Il fatto è che per quanto si voglia è maledettamente difficile entrare nei panni degli altri.
    E portare qualcosa a casa, l’accontentarsi non va sempre bene.
    Un azzardo, una scelta ben precisa, rischiare a volte impegnare tutto se stessi può solo fare bene.
    Penso

    Ciao
    .marta

  3. Era un discorso tra lui e la sua coscienza, che voleva mettere a tacere. Se n’è andato con la convinzione di aver detto e di aver fatto il possibile, anche perché ha avuto l’ultima parola. Tutto ciò che accadrà dopo, compreso il nulla, non sarà per colpa sua.

  4. non sono sicura che la cosa migliore sia mettersi sempre nei panni degli altri, dove sta scritto che dobbiamo comprendere sempre? capire ad ogni costo? non possiamo soprassedere e lasciare che nulla ci turbi? Non dico sempre, ma ogni tanto un po’ di strafottenza fa bene alla salute, la nostra !

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