La conferenza stampa di Millennium

conferenza stampa
Poi capita che come blogger/twistar/qualcosa mi invitano a Millennium, una trasmissione estiva di Raitre. Una trasmissione che, essendo nuova, è difficilissimo definire senza cadere in citazioni asfittiche.
“Hai presente un programma di approfondimento politico in stile Raitre?”
“Ah Ballarò”
“Sì, cioè no. Ballarò continua ma Floris è passato a La7 quindi non si deve dire. Come Ballarò ma più estiva”
“Ah come DeeJay television on the Beach”
“Sì, cioè no: un po’ meno estiva”
Ecco questo scambio è un po’ la sintesi di quello che si ripropone di essere la trasmissione.

Hanno scelto tre conduttrici. Mia Ceran, Elisabetta Margonari, Marianna Aprile. In rigoroso ordine di come cacchio mi sono venute in mente, visto che non devo rendere conto a nessuno dell’ordine. Questa triplice conduzione richiama (ancora una volta) modelli del passato. Sono più Charlie’s Angels o più Streghe di Eastwick? Spero la seconda, visto che l’informazione che mi piace è quella poco patinata e poco ammiccante verso i Tom Bosley di turno. Ma le tre giornaliste sono tranquille. Danno l’impressione di avere addosso la consapevolezza di chi si è preparato bene. Poi inciampano (beata gioventù) sulla discussione circa le loro età. Argomento che, in caso di conduzione triplice al maschile non sarebbe stato di nessun interesse.

Ah dimenticavo: vista la alta propensione a perdere tempo sui social network del direttore di Raitre (Andrea Vianello) e la visione laterale degli autori, si è pensato di mettere in studio della gente della rete . Soggetti  in grado di testimoniare quello che succede in diretta e di lanciare e rilanciare sui social network, i temi dibattuti in studio. Ma a noi piace di più vederci come dei pierini che pontificano da un osservatorio di lusso.

La conferenza stampa è stata, a tratti, un’avventura ai limiti del surreale. Almeno per me che i giornalisti li tratto al massimo uno alla volta.

Mi sono trovato in orario in una sala vuota (ah già, in quella di fianco c’era il buffet).
Poi piano piano si è popolata di giornalisti che si danno del tu per tradizione non scritta.

Si presentano con un nome e una testata (in senso buono).
– Sono Enrico, qui per il Corriere
– Sono Sara, qui per Vanity
– Sono Pierferderico, qui per TV Sorrisi
E io cosa dico a questi? Se ne accorgono subito che sono diverso. Allora scimmiotto:
-Sono Simone, qui per caso.
Non gradiscono. Pazienza.

La sala si popola e il bar di Star Wars alla fine è pieno. Umanità fin troppo varia. Sandaloni lucidi sotto vestiti del mercato (io non devo dimostrare niente), di fianco a vestiti griffati che fanno pendent a pettinature da giovane per qualche professionista evidentemente in causa con l’anagrafe.
Finto smart casual per qualche giornalista che vuol darsi un’aria da strada. Un vestito da sera all’ora sbagliata (Scusi, per l’Auditorium?).
Poi i dirigenti RAI. Ne ho distinti nettamente due filoni, in base  al colorito. La giacca e cravatta e il tono pallido del vice qualcosa (Sono elegante, lavoro molto, mai ‘na gioia)
La giacca e cravatta e abbronzatura da barca del mega direttore consapevole del suo “io sono io”.

I giornalisti che fanno le domande, però si fissano su paradigmi vecchi, vecchissimi, superati. Parlano delle trasmissioni vecchie e degli ex. Sembrano calciatori che hanno smesso di giocare e parlano ossessivamente di quando giocava Rivera. Anche se Rivera è passato a La7 solo da due settimane.

Giornalisti molto bravi, dicono. Di quelli che sanno scrivere Ferzan Ozpetek tutto di getto: senza controllare la grafia su wikipedia! Ma che forse non sanno concedersi il lusso di ascoltare il nuovo. Di chiedere cosa ci sarà di nuovo e di non ancora visto. Incalzano sull’uscita di Floris, sull’ospite di turno, sulla scaletta. Cose già viste, forse.

Ma io voglio credere che questa sia anche  la televisione che prova a non fare più solo la televisione. Ma cerca di allargarsi su un secondo schermo: quello che non si limita a propinare ma va in due direzioni. In e out. Questa idea mi mette di buon umore e il feeling è molto buono. Ma per adesso sono influenzato dall’affetto dell’esordio e il mio giudizio non è limpido.
Vedremo.
(Millennium, Raitre, dal 15 luglio per 7 martedi in prima serata)

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10 comments

  1. “Sembrano calciatori che hanno smesso di giocare e parlano ossessivamente di quando giocava Rivera”: una foto scattata di nascosto, con una frase li hai inquadrati. bellissima

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