Gran premio della montagna

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Avevamo biciclette male assortite. Passavamo le estati, tutte, nella terra dove sono nati i nostri nonni e i nostri padri.
Tutto piatto in quella pianura. Un rilievo neanche a pagarlo. La cosa che somigliava di più a un rilievo era l’argine del Po. La nostra grande muraglia che tagliava per il lungo quella piana infinita. Ecco, le salite erano quelle rampe che portavano in cima all’argine.
Guardavamo il tour de france in televisione e sognavamo le cronoscalate.
Poi andavamo a pescare in bici. O a giocare a calcio o a pallavolo nel campo in piazza. O la sera, dopo cena, la granita alla menta, al cedro o al cocco seduti sul muretto. Che schifo il cocco.
Ma ogni volta che tornavamo a casa era una sfida su quella salita.
Catene tirate al massimo e quasi in apnea su, su, su. Con tutta la forza, con tutto il cuore. Ciclismo puro, di altri tempi, come il ciclismo forse non è mai stato. Ma non importa: su, su, su.
E chi riusciva a battere l’altro aveva il diritto di esultare gridando “Gran premio della montagnaaa” in cima.
Adesso Marino si sposa. Adesso, nel senso di adesso: proprio quando questo pezzo va online.
Vorrei scrivere un bel discorso per il suo matrimonio. Vorrei che tutti si fermassero per ascoltarmi. Vorrei fare una figura da figo tipo in quattro matrimoni e un funerale.
È un po’ che penso cosa scrivere e penso che poi non avrei il coraggio di alzarmi in piedi con un calice e una posata per richiamare l’attenzione.
Ma gli direi di metterci, in questo matrimonio, tutta l’energia che metteva in quella salita.
Il matrimonio è sudore, è coraggio, è cuore.
È anche catene tirate che non si capisce come non siano già saltate. Ma poi ti accorgi che quella tensione si trasforma in velocità ed è una gioia.
Il matrimonio non è una meta. È un posto dove arrivare e dove ritornare, come quelle salite. E ogni giorno è un traguardo di tappa, che non vale se oggi non ho voglia e non corro.
Il matrimonio è un ciclismo antico. Non cercate aiutini, non cercate bibitoni, non ne avete bisogno. Cercate il ritmo giusto, da passisti.
Il matrimonio è fatica e milza.
Brindo a Carla, brindo a Marino. E soprattutto brindo al gran premio della montagna!
E metteteci forza su quei pedali! Su!

13 comments

  1. L’ha ribloggato su Druid Earyne ha commentato:
    Questi sono gli auguri di mio “cuggino” per il mio matrimonio… è con grande piacere che li ribloggo sul mio blog… che sto trascurando da un po’ … ma presto tornerò a pedalare anche qui :o)

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