la lista

lalista
Mi sono svegliato di colpo e ci ho messo un attimo a capire dove mi trovavo. Ero nel mio letto, la gola secca, erano le tre di notte. Mi ricordo solo che stavo raccontando cose alla mia nipotina Anita.
È vero Anita non cammina ancora, non parla ancora e difficilmente ascolterebbe lo zio preferito farle un elenco serio di cose per il futuro. Ma se la razionalità devo metterla anche nei sogni sono fregato, mi capite?

Il pensiero di tutto il giorno è stato quello di ricordarmi quella lista.
Perché sono sicuro che quell’elenco era un elenco bellissimo, di cose degne da lasciare alla mia nipotina. Un elenco dove ogni punto parlava da sé. Senza numeri, senza ordine, senza conseguenze logiche.
E ogni voce galleggiava in quel foglio in modo perfetto, tanto che avrebbe potuto essere presa anche da sola e generare lo stesso stupore.
Una lista che, ci potrei scommettere, aveva dentro un invito forte a vivere tutto con entusiasmo. Con una spinta verso l’apertura, verso il futuro.
C’erano dentro per forza anche dei sorrisi. Da usare e riusare, sempre nuovi. Di quelli che non si consumano. Perché Anita per adesso ha quattro denti, due sopra due sotto, ma io so già che da grande sarà piena di bellezza e di denti e di sorrisi.
Nell’elenco c’era  qualcosa di edificante tipo l’impegno da metterci, perché le cose ce le dobbiamo sudare, guadagnare, conquistare.
A dire il vero non so se c’era qualcosa della corsa, del saper ascoltare i passi e la lentezza. Cioè io una cosa così la scriverei, ma quel Simone nel sogno magari ha più buongusto di me e ha deciso di togliersi ogni dubbio tornando su quella frase con una riga orizzontale.

Non so bene cosa ci fosse su quel foglio ma adesso non vedo l’ora di andare a dormire per cercare di ritrovare lo stesso sogno, arrivargli da dietro e sbirciare quella pagina. Hai visto mai che, con Anita, possa imparare qualcosa anche io!

6 comments

  1. La tua nipotina ha un nome bellissimo e una lista che vorrei tanto sbirciare. E ha anche uno zio che scrive cose che anche in giornate ad altro traffico di pensieri riescono a trovare una corsia preferenziale e arrivare dritte dentro.

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