A vicenda

madonnadelsasso

Giorgio viene dalle case popolari. Quarto di cinque fratelli, di una famiglia che la conoscono tutti nel quartiere. Suo padre ha un autodemolizioni che gestisce con qualche cugino. Grasso, ruggine, accessori da smontare per rivenderli e lamiera da prezzare che poi passa il camion. Sogni no, non ne restano nelle auto mandate a demolire. Il destino di Giorgio sarà quello finito le scuole dell’obbligo. Così dicono i suoi insegnanti prendendo come profezia il destino dei suoi due fratelli maggiori.
Stefano viene dai palazzoni di via Timavo. Isole verticali di mutui per impiegati. Lui è il primo di tre fratelli. Suo padre lavora nella contabilità di un’azienda che prepara le buste paga per altre ditte della zona. Stefano è educato, schivo, pettinato in modo poco attraente. Ma in quella mezza periferia ha imparato come non dare nell’occhio per evitare le grane. Le grane che di solito arrivano da tipi come Giorgio.
Pensa che in seconda media, nell’ora di tecnica, ha preso il taglierino e ha minacciato il professore. Un gesto da telefilm, certo, ma il fatto che avesse in mano quella lama lo ha reso protagonista del passaparola anche oltre i confini della sua seconda media.
Dove diavolo sono finiti Giorgio e Stefano, si chiedono tutti?
Quando la gita della scuola li ha portati sul lago, alla Madonna del Sasso, perché non sono restati con gli altri? Il sentiero è battuto da tanti milanesi, durante i weekend di bella stagione. Quelle prealpi ispirano pensieri ben più eroici. Ma loro, loro come hanno fatto a perdersi?
Certo, è scoppiato il temporale proprio quando scendevano dalla rocca e l’inesperienza del prof. Martone (che la montagna non la conosce proprio) aveva permesso a metà classe di tagliare i tornanti. E di disunirsi.
Ma poi quel temporale improvviso e fitto e quella voglia di scimmiottare ancora una volta i film di avventura, li aveva portati a perdersi.
La protezione civile di Caniglio li ha cercati la sera stessa. E verso la mattina li ha trovati. Dormivano in una specie di nicchia, un vecchio riparo per i pastori, di tanti anni fa. Li hanno svegliati per controllare che stessero bene e per portarli via da lì.
Si erano riparati per sfuggire alla burrasca e devono essersi fatti coraggio uno con l’altro per qualche ora, prima di crollare dal sonno. E di mostri, ai bordi bui di un’esperienza così devono davvero essercene tanti. Se persino uno come Giorgio, svegliandosi ripete quasi per inerzia “Riscaldiamoci a vicenda. A vicenda mi piace. A vicenda mi conviene”
Li hanno portati in paese e avvisato insegnante e genitori. Stanno bene tutti e due questi compagni di classe che si sono sempre ignorati.
A vicenda mi conviene.

Annunci

5 comments

      1. Il coraggio, secondo me, è più importante della forza.
        È quello che è mancato alla maggior parte dei nostri Governanti da almeno venti anni a questa parte. Naturalmente il coraggio per il bene dei cittadini.
        Buona giornata.
        Quarc

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...