Dormi Pico

lunabluMa come fai, Pico, a dormire così? Decidi di addormentarti e pochi minuti dopo dormi già. Penso a cosa vorrei dirti, quando ti sveglierai, per descriverti questo mio stupore. Ma nessuna frase riesce a spiegare bene questa sensazione. Le lascio tutte a metà, nella mia mente. Ma va bene anche così.
Ricordo quando eri piccolo piccolo. Era un equilibrismo addormentarvi tutti e tre nella stessa stanza. Ognuno coi suoi riti. Tu eri una specie di pretesto per calmare gli altri: “Shhht, fate silenzio, altrimenti Federico non si addormenta”. E ti addormentavi con poche coccole. Una mano ferma sul petto per due minuti, solo perché sentissi che c’eravamo, e tu di lanciavi coraggioso nel mondo dei sogni. Anche Luca voleva sentire il contatto con una mano e la posizione diventava difficile. Albatro con ali aperte scomodo come su una scogliera. È stato allora che Chiara ha dovuto accontentarsi di sentire la voce, piano piano, per percepire la presenza. La cura.
Poi Chiara è andata nella sua cameretta e sei rimasto con Luca. All’inizio io e la mamma, a giorni alterni, inventavamo storie sempre nuove. E quelle migliori venivano chieste ancora. E ancora e ancora. Ripetute, sviluppate, allungate. Diventavano saghe di cui tutto il resto del mondo era ignaro.
E quando chiedevate a me di Cappuccetto giallo o alla mamma della storia del Martin Pescatore noi non sapevamo cosa rispondere.
Poi è stato il momento della canzoncina, ricordi? Mi sdraiavo per terra al buio, le mani dietro la testa. La stessa posizione di sempre. E iniziavo con un qualcosa che doveva somigliare a uno spiritual. Le canzoni per bambini sono troppo agitate per addormentarsi. Kum Ba Ya, Oh Freedom, Summertime, Deep River. Magari anche Blowin’ in the wind e We Shall Overcome, ma senza ricordare bene tutte le parole.
Adesso vai a letto preso e Luca aspetta che ti addormenti per accendere la lampada al piano di sopra del letto a castello e mettersi a leggere.
E tu ci metti poco. E a volte resto a guardarti per qualche minuto. Vorrei dirti di tenere sempre questa serenità consapevole dei tuoi sei anni. Ma poi penso che sarebbe sbagliato, che se anche potessi non lo farei. Non ti priverei di tutti i pensieri e i progetti. Voglio vederti crescere, Pico. Intanto buonanotte.

And before I’ll be  a slave I’ll be burried in my grave, and go home to my Lord, and be free.

23 comments

  1. Ha ragione Bisus, emozionante e bellissimo.
    Non sei soddisfattissimo di come è venuto? Dev’essere perché i tuoi sentimenti sono talmente grandi che le parole non bastano, in questi casi non bastano mai.
    Ciao Simone!

  2. “ma senza ricordare bene tutte le parole”

    Come Troisi in “Non ci resta che piangere insomma”: Yesterday… Nananananana… Far away… Nananananana… Yesterday… :)

  3. Ciao,sono un nuovo follower. Il post è bello,i pensieri bellissimi. E a me piace così; meno forma,più sostanza. Complimenti.

  4. un bimbo che dorme è sempre un miracolo. io fotografo spesso la mia mentre dorme… e lei mi chiede: mamma ma perchè mi fai quelle foto? e io le dico: per fermare l’angelo.

  5. Sto leggendo ora all’indietro tutti i tuoi post… wow, questo mi ha commossa. Sarà perché anche io ho fatto per mia figlia più o meno le stesse scelte di canzoni, e quella dell’ultima riga era una delle preferite. Grazie di avermelo fatto ricordare!

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