salvifico

salvagenteHo voglia di andare fuori. Non importa se piove. Non importa se non ho un appuntamento un impegno, una meta. Voglio solo andare fuori e camminare. Facendo i conti con questa nuova consapevolezza.
Ho sempre pensato che la parola giusta, detta al momento giusto potesse cambiare qualcosa. Come se ci fosse quella frase perfetta. Quella che riesce a rimettere in linea quell’ingranaggio che è andato fuori asse. Come se fossi quell’eroe dei fumetti che non ha super poteri, se non la parola. Se non la parola. Parola che allora non lesini. Parola che poi non ti chiedi neanche quanto sia opportuna, sensata, utile.

Ma adesso no. Ho capito che il silenzio ha una sua migliore dignità. Che le persone hanno il diritto di cadere e non è detto che vogliano essere salvate.
E allora esco. E guardo chi è per terra in una pozzanghera. Non lancio canotti, non gonfio salvagente. Al massimo mi fermo, cerco una mentina, alzo il bavero. Guardo con le labbra sigillate e riparto.
Quel mio atteggiamento salvifico risultava insopportabile agli aspiranti naufraghi, figurati a me.

Ho voglia di andare fuori. Ho voglia di imparare a non avere nessuno da salvare.

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15 comments

  1. Grande coraggio!!! Perché ci sentiamo tutti in diritto di salvare chiunque e di aiutare -a volte come dici tu- senza criterio anche chi non lo chiede.
    Ognuno è responsabile delle scelte nella propria vita, a volte aiutare toglie all’interessato l’opportunità di crescere! Invece di fargli un favore, gli facciamo un danno.

  2. “Ho voglia di andare fuori. Ho voglia di imparare a non avere nessuno da salvare.”

    A commento sonoro, propongo “Nothing to nobody” di Robben Ford.

  3. Mi sento molto vicina a queste tue parole…come un abito lucente e silenzioso. Grazie.
    ….esci e respira forte il silenzio, fino a sentire il mondo calmarsi dentro di te.

      1. Non offendo nessuno e scrivo come scrivo, ma sempre quel che penso… e non mi va proprio di mettermi in discussione con chi manca di rispetto senza conoscere. Saluti.

  4. beh, che vuoi, l’idea di salvare qualcuno ti fa sentire fico, da cui il *salfivico* in oggetto.
    : )
    ergo, il ripromettersi di non salvare chi non sta annegando *sul serio*, magari è una buona idea. magari però è anche difficile (facciamo parecchia fatica a valutare la profondità *soggettiva* di una pozzanghera senza metterci un piede dentro).
    figurati che una volta mi sono imbattuto in un vecchio signore, grasso come una balenottera azzura anche se indossava un cappotto marrone, che era caduto lungodisteso in una pozzanghera e in effetti non stava affogando. mentre stavo ancora decidendo se salvarlo o meno, il vecchio ha ruotato leggermente la testa di lato, ha spruzzato uno schizzo d’acqua con la bocca e s’è inabissato con un leggero colpo dei piedi uniti a mo’ di pinna caudale…
    non chiedermi cosa mi ero fumato prima, perché non lo ricordo. ricordo però che anch’io in quella occasione ero piuttosto “fuori”.
    : )

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