Lavoro, rispetto e carnivori

fainaaLe due famiglie ai tempi erano affiatate, a quei tempi. Facevamo vacanze assieme in campeggio d’estate. E quella volta siamo finiti in Trentino.
La parte della pizzeria in cui ci avevano messi a sedere aveva le pareti ricoperte di legno. Noi bambini, poco abituati a uscire la sera, eravamo elettrizzati da questa novità.
Il cameriere aveva dei baffetti chiari, che a noi di pianura sembravano non intonati alla sua età. Si è affacciato come un piccolo animale nervoso. Fiutava l’aria e noi ci siamo girati a guardarlo. Avendo tutti gli occhi addosso ha detto “Scusate, voi non sentite odore di bruciato?” E ha continuato la sua ricerca.
Anni dopo ho imparato quanto i popoli di montagna siano legati al legno. E quanto il legno sia legato al fuoco. E oggi quell’atteggiamento da faina allarmata non mi sembra così insensato.
Ma allora lo trovavamo spassosissimo. Tanto che, appena girato l’angolo, ci siamo messi a ridere e a imitarlo. In piedi sulla panca a fiutare l’aria. Io, mio fratello. Mentre nostra sorella, più piccola, ci trovava ottimi attori e rideva di gusto.
Dopo pochi secondi di quel teatro da due lire, mio padre ci guarda e ci dice: “Guardate che quel cameriere sta lavorando. Chi lavora va sempre rispettato. Sempre”.
Allora non abbiamo capito bene il senso della frase, ma da quel tono preciso e rispettoso abbiamo capito che l’insegnamento era importante.
Sono poche le frasi che mi sono rimaste in mente come quella. Ma ogni volta che sento parlare di lavoro e di rispetto mi viene in mente quel cameriere, il suo naso da carnivoro selvatico, la nostra risata da stupidi.
E quell’insegnamento semplice.

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7 comments

  1. Mamma mia quante cose mi vengono in mente con questo post… credo che il lavoro, qualsiasi esso sia, ti faccia sentire concretamente parte di una società (mio papà e la sua idea di bene comune…).
    Non avere un lavoro lede la tua dignità sia perché ti priva della possibilità di collaborare allo sviluppo della società sia perché non ti consente di vivere adeguatamente in quella stessa società.
    Perdere il lavoro, il mio caso, ti fa sentire come se ti avvessero tagliato il braccio con cui vuoi seminare e ti avessero levato dal braccio buono la vanga con cui avresti potuto scavare la terra.
    Mi fermo qui altrimenti ti intaso il blog!
    Grazie per questo post e biona giornata!!!

  2. …stupidelli…..i bambini sono stupidelli. Sai, solo gli adulti sono stupidi; lo diventano se non hanno un papà che che sia attento a comunicare nel momento giusto la cosa giusta o se pur avendolo, nel corso degli anni sviluppano uno spocchioso egocentrismo supponente.

  3. simo, questo post a me mette in difficoltà (tu dirai: esagerato). perché, se da un lato non toglierei una virgola di tutta la bellezza di quello che scrivi ed in linea teorica vorrei condividerlo fino in fondo, dall’altro, se apro la riflessione sul fatto che tutti i lavori vadano rispettati a priori, ecco… non ne sono davvero davvero convinto fino in fondo. a volte mi chiedo se invece non sia da rispettare, ma veramente tanto, la capacità e la forza di saper rifiutare alcuni lavori, denigranti per la propria o le altrui persone.

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