Improvvisando

auguriA volte le cose non vanno proprio come le avevamo immaginate. Prendi ieri, per esempio. Dovevamo andare dai nostri amici che hanno due figli. Per il veglione di capodanno. Dovevamo dormire lì, fare tardi.  Rincasare la mattina dopo aver salutato l’anno nuovo. Magari con la solita discussione inutile su quanto sono stupidi i botti. Tra censori intolleranti (io) e artificeri libanesi (loro).
Invece ci dicono che hanno la febbre, che insomma forse è meglio rimandare che dispiace.
Io li vedo sempre con piacere (botti a parte).
Ma abbiamo rimediato subito ricostruendoci un programma. Sono andato a correre i miei tranquilli 7 km, tanto ormai non c’erano più i tempi compressi di un appuntamento. Una doccia come si deve e siamo andati a cena dai nonni. Luca ha deciso che sarebbe stato a dormire da loro, per fare un po’ di compagnia. O forse per prendersi un po’ di libertà in una terra dove le regole dei genitori hanno un’applicazione molto blanda.
Noi siamo rincasati e abbiamo deciso di aspettare la mezzanotte guardando un film. Abbiamo messo due materassi tra i divani e messo su un film di Harry Potter, il primo. Una specie di pigiama party senza mangiare a letto, insomma.
Io dopo un po’ ero assalito dai  colpi di sonno e Federico lo stesso. Verso il decimo incantesimo, poco prima delle undici, siamo andati nel lettone. Chiara e Francesca, invece, sono restate sveglie (chi più chi meno) a guardare la fine del film.
Qualcuno poi è anche venuto a cercare di svegliarci per la mezzanotte. Ma il nostro grugnito di risposta ha cancellato ogni buona intenzione di farci alzare. Non ricordo se abbiamo capito la domanda o se stessimo brontolando una risposta ai personaggi dei nostri sogni, ma quel che conta è che ci siamo ripresi subito il nostro sonno profondo durato fino a stamattina.
La mattina abbiamo ripetuto il brindisi che le ragazze hanno inventato iera sera. Bicchieri di cristallo col bordino d’oro. Due dita di chinotto e tanti auguri.
Poi dopo la colazione ho fatto la mia corsettina, la stessa di ieri ma con una bella luce e un’aria fresca. Forse la suggestione di qualcosa di nuovo, oltre alla data sul calendario.
E intanto che correvo pensavo alla bellezza della sera che avevo passato. Senza l’ansia di dover per forza fare le cose tradizionali. Senza fare i conti con i programmi saltati. Con le persone che amo, in grande semplicità. Una semplicità piovuta, non calcolata, non costruita.
Un buon anno. Sì è iniziato un buon anno.

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