La ricerca dell’Essenza del Natale

essenzadelnataleEccola lì, l’Essenza del Natale, che aleggia senza peso. Cerca una casa che l’accolga proprio perché le somiglia. Perché l’Essenza del Natale ha la prodigiosa capacità di vedere dentro le cose e le persone. Basta uno sguardo, due al massimo, per sentire se quello è il posto giusto dove fermarsi con la propria luce. Cerca un cambiamento, un’apertura, un animo pronto. E vola, sulle nostre campagne, sulle nostre città.

Si avvicina a una nonna, una nonna felice. Sta preparando il pranzo di Natale e si sente felice e fortunata. Avrà a pranzo i suoi figli e tutti i suoi nipotini. Quando ha avuto la conferma che sarebbero venuti era entusiasta. E anche adesso non si risparmia. Tanto che è da settimane che ne parla con le sue amiche, col cuore pieno di attesa. Antipasti, fritti, contorni, i piatti della tradizione. Una tavola decorata con gusto. L’Essenza del Natale la guarda con dolcezza e passa oltre.

Il Monsignor Ricotti ha fatto un’omelia bellissima. Ha parlato di amore, di accoglienza. Lui sì che sa come parlare alle persone. Anche quelli che a messa ci vanno solo a Natale e forse a Pasqua si sono fermati ad ascoltarlo. Sentendosi fuori luogo a leggere i messaggi sullo smartphone impostato su silezioso. Si sono fermati tutti, per ascoltarsi, per pesarsi addosso quelle parole così vive. Poi è tornato nelle sue stanze, ha letto un mezzo capitolo del suo libro e adesso è lì sul divano, addormentato davanti al televisore acceso su un programma che non fa la differenza. L’Essenza del Natale riesce a sentire il discorso di qualche ora fa. E sente che non ha cambiato il monsignore. Gli aggiusta il plaid senza farsi sentire e passa oltre.

Un padre rientra dal turno di notte, ha messo nel baule dell’auto i regali. Due enormi sacchetti bianchi pieni di pacchetti colorati. Sale in ascensore ricordandosi di non avere messo il bigliettino col nome di ognuno. Ripassa a mente la storia cercando di renderla credibile. Quella in cui ha incontrato Babbo Natale proprio rincasando. L’essenza del Natale vede l’orgoglio di acquirente, l’attaccamanto ai figli, ma nessun cambiamento. E vola oltre.

Un mendicante passa da un vagone all’altro della metropolitana. Si avvicina ai viaggiatori di Natale guardandoli negli occhi con la testa un po’ piegata. Oggi dice Buon Natale, datemi qualcosa. Oggi le sue richieste trovano meno ostilità. Attecchiscono nei sensi di colpa di chi sente che ha avuto molto di più. Si avvicina l’Essenza del Natale. Ci legge miseria, mestiere, un po’ di fame. Ma non riesce a trovare nel cuore quella voglia di cambiamento. Riguarda. E rassegnata passa oltre.

Un automobilista sulla corsia d’emergenza della tangenziale. Cerca un amico o un carrattrezzi. Un qualcuno che lo possa tirare via da questa brutta situazione. Cerca tra i documenti dell’auto un numero verde. Si ricorda del triangolo e scende per posizionarlo una decina di metri dietro la macchina. Nessuno si ferma. Arriva l’Essenza del Natale e legge un velo di disperazione. E rammarico per non avere fatto il controllo nei tempi previsti dal costruttore. E poco di più, quindi passa oltre.

Il capo di terza classe Marzone è in Marina da quasi venti anni. Lavora alla capitaneria di porto di una sede disagiata, un incarico temporaneo, per mettere via qualche soldo in più. Ma oggi è con la famiglia e racconta di quel giorno, di quando il mare era pieno di persone. Non le chiama migranti, ma non li chiama neanche più negri (come faceva al circolo sottoufficiali, dove le telecamere non possono entrare). Cerca di spiegare alla sua famiglia cosa significa passare giorni a ripescare corpi. E lo fa in un modo nuovo, senza paura di sembrare debole. Lui che da ragazzo in camera ha sempre avuto brutte bandiere nere con simboli di corpi di guerra e ideali stupidi di cui voleva innamorarsi. Ma si è arruolato perché c’era il concorsone, non per un ideale. E adesso è lì, tra gli sguardi perplessi, che parla di quelli che sono riusciti a salvare e quelli che hanno potuto solo ripescare e mettere in fila. Lo fa con le lacrime agli occhi e non si nasconde cambiando discorso. L’Essenza del Natale ha trovato finalmente dove fermarsi.

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