A Natale siamo tutti più buoni

offertadinataleAdesso rispondetemi di getto, senza pensarci troppo: a Natale siamo tutti più buoni. Vero? Alzi la mano chi non si è sentito dire questa frase almeno una dozzina di volte. A Natale siamo tutti più buoni, indistintamente. Inevitabilmente.
Io però ho cominciato ad annotare le cose che non sopporto di questo luccicante periodo. E cerco di elencarle.

La porporina. Ho già parlato, al mio analista e nel mio blog del mio odio per i brillantini, luccichini e porporina. La porporina è ovunque. E io odio la porporina. E non importa se quando scandisco questa frase mi dicono che assomiglio al puffo qualcosa.
Ma più il mio odio si fa sordo e battente, più mi ritrovo la maledetta porporina ovunque. Me la ritrovo in macchina, sullo zerbino di casa, sulla tastiera del computer. Penso che se dovessi fare le lastre mi ritroverebbero pagliuzze luccicanti che formano sagome natalizie. Me la ritrovo persino in faccia, come se la notte scorsa fossi andato in giro con un boa di struzzo e un vestito di paillettes. Liberatemi da questa sciagura. Subito.

Le simpatiche canzoni di Natale in una nuova compilation. In autunno i vecchi cantanti si ricordano di avere un mutuo molto esoso, contratto a tasso fisso e non indicizzato al declino della loro ispirazione. Quindi vanno in sala d’incizione. I brani glieli consiglia il commercialista (“Vai sul tradizionale, non paghi autori e vendi in automatico”). Le immmancabili tristissime cover di Natale hanno il loro simbolico presepio in cui Maria e Giuseppe sono Mariah Carey e Micheal Bolton. Mentre noi siamo relegati al ruolo di pecorelle, buoi e asinelli. E non serve a niente rifuggire queste immancabili perle, c’è sempre qualche amico o familiare che si premura di premere play sul tasto del lettore.

Le comunicazioni fuori tempo. Penso sia un retaggio dei bigliettini d’auguri mandati per posta, quando le poste non avevano i disturbi bipolari di oggi e non credevano di essere una banca. Allora dovevi procurarti il bigliettino, trovare le frasi, mettere gli indirizzi, raccogliere tutte le firme, affrancarlo e spedirlo. Adesso se mandi un bel messaggio email non devi pensare di mandarlo in anticipo. Ma cominciano ad arrivare a metà dicembre. Lo stesso messaggio a cani e porci. Tanto da non riuscire a capire in quale delle due categorie ti abbiano arruolato. A me i bigliettini piacciono perché ci ho sempre letto una cura e un’attenzione. E anche le email mi piacciono. Ma ho decido di usarle in modo attento. Ogni anno faccio una foto dei miei bimbi e seleziono con molta cura a chi mandarla. Solo a quelli a cui spedirei una lettera pagando un francobollo, uscendo dalla logica “tanto è gratis”. Il mio tempo non lo è, quasi mai.

Ampio parcheggio. Se è vero che siamo tutti più buoni, perché vedo gente incolonnata con la bava alla bocca e gli incisivi piantati sul volante? Forse perché, presi dal simpatico vezzo degli acquisti, si sono messi in auto tutti assieme, per raggiungere tutti gli stessi luoghi, in un delirio suicida che in confronto i lemmings erano degli asceti tibetani. Non importa se questo serpentone di automobilisti iracondi si muova a velocità impercettibile verso un tipico  centro commerciale o verso l’angolino tipico con le luminarie tipiche. Tanto il risultato è lo stesso: una volta arrivati non ci sarà parcheggio.

I messaggi dell’ufficio. Il Natale è davvero triste quando diventa un argomento su cui fare leva per il buonismo aziendale finalizzato ai risultati. Mi risuonano nelle orecchie auguri manageriali come “Godetevi questi giorni con le vostre famiglie, col cellulare acceso, e rilassatevi in modo da essere più pronti alla ripresa dei lavori”. Ma anche i colleghi danno il meglio, inondandoti la posta di simpatici e pesantissimi alberelli con le gir animate. Fino a ieri non mi rivolgevi la parola, non serve che oggi mi mandi il coniglietto che saltella sulla neve ignaro del suo destino culinario. Davvero, non serve. Lavoriamo senza perdere tempo in queste cose, in modo da poter festeggiare ognuno con chi preferisce.

The day after. C’è qualcosa di magico nei prezzi del Natale. Panettoni che costavano 6,99€ con tanto di cartello di richiamo appeso con fili di seta, vengono venduti, la mattina del 27 dicembre a 1,99€. Senza enfasi. Senza clamore. Con una punta di vergogna. Come se venissero da un camion che si è ribaltato in un fosso nella campagna di Fukushima e adesso non si sa bene come liberarsi della preziosa merce diventata improvvisamente ingombrante.

No, ma a parte questo è vero che a Natale siamo tutti più buoni.

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9 comments

  1. Ach…ti ho appena spedito un biglietto tutto luccicante di porporina :-)
    E quando lo aprirai partirà la musichetta della canzone di Mariah Carey.
    Beh, a Natale siamo tutti più buoni e mi perdonerai!
    Tanti auguri a te e alla tua bella famiglia!

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