Il blocco della valigia

valigiaLo so, a tutto questo non hanno ancora dato un nome. E se ci pensate bene è strano, perché tutte le psicosi, fobie e manie hanno ormai un nome. Ho sentito chiamare con un nome persino la paura che le ginocchia si piegassero all’indietro. Davvero eh! L’ho sentito per radio!
Io ho un blocco incredibile quando devo fare la valigia. Non è pigrizia, non è che sia stato abituato a farmela fare. Non è che non so cosa metterci.
E’ proprio un blocco. Rimando, procrastino, impilo degli improbabili “la faccio dopo”.
E quel dopo non arriva mai. E l’ansia cresce, impercettibilmente ma in modo visibile.

Chiariamo una cosa. Io se serve stiro (ok, poco ma lo faccio!)
Io preparo tutti i giorni la colazione. E la notte sto bene se c’è la cucina pulita. Se perdo un bottone dalla camicia me lo attacco io. Non mi tiro indietro, non mi piace farmi servire. Ma fare la valigia, niente. Ho un blocco.
Rimando così tanto che alla fine ho un’ansia così forte che sbaglio tutto. Metto cinque magliette se vado via per due giorni e magari mi dimentico il beauty case.
Una disfatta, su tutta la linea. Quando riesco a superare questo blocco poi sono svuotato, annientato. E scopro che quasi tutti i miei coetanei (vergogna!) si fanno fare la valigia da altri. Di solito una moglie paziente o che non si fida.
Io no, non lo farei mai.

Voglio superarla questa cosa. L’alternativa (a cui sto pensando seriamente) è smettere di viaggiare.

 

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25 comments

  1. Sarà che negli ultimi anni la valigia non l’ho preparata così spesso (prima o poi aprirò il capitolo sulla continuità territoriale), ma ecco, per chi la prepara provo solo invidia e il tuo blocco proprio non lo capisco. Ma a parte questa “incomprensione” sappi che mi ritrovo ad aspettare i tuoi post quasi come un tempo aspettavo l’ultimo Montalbano! Un tempo, eh, prima della virata verso il pulp noir. Ora sono meglio i tuoi post:-)

  2. E smettere così di vedere il mondo e riempirsi gli occhi delle meraviglie del creato? Giammai! Magari prova con uno zaino, che so, oppure fai come certi amici, iper- organizzati, che hanno una lista. Basterà scorrerla ogni volta, magari fai solo qualche punto ogni giorno, per una settimana. L’ansia a piccole dosi è abbordabile. :)

  3. Assolutamente NO, smettere di viaggiare NO …
    Anche io ho una repulsione verso le valigie ..
    la faccio sempre all’ultimo minuto così “quel che c’è … c’è! e quel che non c’è … non c’è!”.
    Una volta è successo che sono partita senza .. ahhahahaah solo con lo zaino come se stessi uscendo a fare la spesa …
    Adesso però ho imparato che non è fondamentale portare di tutto, non serve a niente .. solo lo stretto necessario che il più delle volte basta e avanza .
    Poi … anche svuotarla dopo il rientro è una tragedia -.-‘ .. lo faccio pian piano, utilizzando le cose che ci sono dentro fino a quando non ritorna vuota (e se mi ritrovo durante il cambio di stagione è un vero casino).. ahhahah incredibile, quando ci penso mi rendo conto che è qualcosa di stupido e assurdo ma non riesco proprio a liberarmene.
    Pensa, in camera, ho una valigia per terra semi vuota e un borsone sulla sedia, due viaggi differenti conclusi da tempo -.-‘ … povera me !!!!
    Ma bisogna viaggiare per abituarsi e trovare la soluzione.
    Dopo le vacanze riparto ;D ihhihiiiihhi

  4. Sappi che ti capisco, io soffro dello stesso tipo di malattia. Quando devo andare da qualche parte inizio a preoccuparmi settimane prima, faccio liste, ricontrollo mille volte, pondero, penso, scelgo, e poi dimentico sempre qualcosa. Poi quando torno mi scoccia anche disfarla, la valigia, per la verità. Ma secondo me l’antidoto è uno e opposto al tuo: viaggiare di più..

  5. hai mai provato ad affidarti a internet? ci sono siti specializzati che si occupano di preparare la lista di viaggio per te. c’era anche una rubrica su internazionale qualche tempo fa (non riesco a ricordare il nome dell’autore, mannaggia).

      1. sì sì, è per quello che te lo dicevo. siccome prima ero “una roba che boh” anch’io, credo di aver risolto l’impasse creandomi un listina-promemoria-oggetti da consultare al momento di preparare i bagagli (beh, intendo quelli di un certo volume di oggetti, dico, non quelli per, che so, una tre giorni di qualche congresso). magari poi non la seguo, eh, però almeno per il fatto che è lì offre una tempistica di partenza, non rimandi all’ultimo ultimo ultimo perché dici “vabbè, dai, una base c’è”. così è più bello concedersi di prendere quello che non serve a nulla trenta secondi prima di chiudere la porta :D

  6. Io ho lo stesso identico problema e mi trovo a viverlo in questo momento. Non lo so… Bisognerebbe andare più a fondo per capire il perché soggettivo di entrambi, ma credo sia meglio trovare altri modi per superare questo problema

  7. Oddio. Hai descritto alla perfezione la mia fobia. Mi definisco valigiofobica, anche se un vero termine non c’è. Mi ritrovo, il giorno prima della partenza, a fissare il soffitto (oggi per esempio) e a non riuscire ad avere la forza di aprire quella valigia e infilarci le cose dentro. Mi ero anche fatta una lista, per diminuire l’ansia, ma niente. Credo sia anche il terrore di non avere spazio, di non riuscire a incastrare tra loro le cose. Cerco di darle una spiegazione razionale che non esiste, probabilmente. Da piccola un incubo frequente era quello di uno gnomo che mi faceva riempire la mia stanza di sacchi. Dovevo riempirla alla perfezione, tipo tetris. Non un buco. E dovevano starci tutti. Forse era già insita dentro di me questa fobia

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