Ti riporto a casa

Guido in questa notte. In silenzio. Sono furioso. O forse no: sono più deluso, disperato.
Mica facile per un padre guidare a quest’ora di notte, verso casa. Sul sedile del passeggero c’è la causa di questa uscita notturna.
“Guarda un po’ come ti sei ridotto…” Ma la domanda riesco a tenerla dentro. So che è la cosa giusta.
La voglia di parlare, di sfogare la mia paura è fortissima. Ma la domino, la domino a fatica.
“Quanto hai bevuto? Cosa hai fumato? Ma cosa credi di fare?”
Silenzio, occorre silenzio adesso.
Sento che ho dentro una emulsione strana di rabbia, adrenalina, amore. Vorrei farla venire fuori ma sono sicuro che se provassi a parlare adesso i grumi mi fermerebbero le frasi a metà. Nel punto sbagliato.
Faccio una fatica enorme a non farmi inghiottire in quei “te l’avevo detto” a forma di vortice. In quelle frasi che mi muovono il ventre come un conato.
Guido in silenzio, cerco di concentrarmi sulla strada. Intanto sento che ho le mani che serrano il volante, come lancette inchiodate alle tre e quarantacinque.
Ricaccio giù le frasi che mi sembrano inevitabili, ineludibili.
No, non lo sono. Possono aspettare. Devono aspettare.
Devo fare vedere che ci sono. Io ci sono, sono qui. Anche se non riesco a dire le cose giuste, anche se a tacere riesco a malapena.
Incazzato nero, ma ci sono.

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21 comments

  1. per un attimo ho temuto che C o F o L si fossero presi una ciocca molesta ad un pigiama party clandestino :D

    (serio: io sto dalla parte del coraggio di stare zitti. provarci, almeno. ma le prove generali dovresti averle già fatte se hai rinunciato prima a dei banalissimi: “ecco, vedi, te l’avevo detto di non correre che ti facevi male.” a quel punto, è fatta ;))

  2. Basterebbe darsi il tempo di ricordare quando si stava seduti sull’altro sedile: essenziale non dimenticarlo quando ti tocca cambiare posto e sedersi al volante!

  3. immaginarsi qualcosa sul futuro dei figli. chissà perché proprio questa? che bischerata che dico. Forse perché è quella che ognuno di noi, quando l’ha vissuta, ha sentito una totale incomprensione da parte dei propri genitori. Ma questo vale per me. Tu sarai stato certamente un ragazzino a modo :-)

      1. Lo so Simone. Infatti ci tengo a precisare che quell'”Inutile contarmela” era rivolto a me stessa….nel senso che se anche, riflettendo, so che sarebbe meglio tacere piuttosto che dire cose sbagliate e quindi riuscire a controllarsi, credo che non ce la farei. Me misera.

  4. Quanto avrei voluto, e vorrei ancora, poter contare su un incazzato ma autoconclusivo ‘ti porto a casa’. Stare zitti, è spesso la più grande e la migliore delle conquiste.

      1. :) ovvio… è che so troppo bene che ‘poi’ mi sorprendo a ripetermi ossessivamente ‘avrei potuto, avrei fatto meglio a starmene zitta’

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