Trema

tremaNo, ma se ti racconto cosa mi è successo ieri non ci credi. E il brutto è che poi mi è restato in mente anche di notte. Guarda eravamo nella piazza circolare vicino all’ufficio. Ero nella rotonda da prima. Insomma questa macchina rossa, con su una donna, va in diagonale fino a tagliarmi la strada. Inchiodo. E se ci pensi è strano, visto che eravamo quasi fermi. Ma è abbastanza perché quello dietro inchiodi anche lui. Mi sbaglia di una decina di centimetri. Le rivolgo un colpo di clacson.
Le dico qualcosa, forse un “ma brava!” con ironia rabbiosa. Io avevo la precedenza.
Lei prosegue. Inchioda ancora per dare la precedenza a uno che non l’aveva.
(Allora lo fa apposta, mi sta prendendo per il culo!). Lo penso solo. Tanto non mi sente nessuno.
Proseguo la mia strada e lei davanti. La rotonda dopo prende la stessa uscita. Poi la stessa via e entra nello stesso cancello.
Bene: siamo colleghi. Ci ritroviamo davanti al piazzale, prima del parcheggio.
Gira l’auto di colpo come in un western. Abbassiamo il finestrino tutti e due, pronti alla sfida.
-Ma come guidi?
-Io? Ma io ero davanti!
-Per forza mi hai tagliato. Guarda che in una rotonda la precedenza ce l’ha chi è già dentro.
-Ma io ero gia dentro (?!?)
-Mi sa che dobbiamo ripassare il codice della strada?
-Cosa? Ma guarda questo… Ma vai via va.
-Ma leggi il codice della strada, ignorante!
Magari le parole non sono state proprio queste. Ma di sicuro nessuno ha usato parolacce. Strano se ci ripenso.
Tutti e due alterati dalla sensazione di avere subito un sopruso e dalla certezza di avere di fronte un prevaricatore.
Poi andiamo, parcheggiamo in posti diversi.
Salendo dalla scala del garage me la ritrovo davanti.
Ha più o meno la mia età. Capelli scuri, lisci. E’ alta più o meno come me. Un aspetto gradevole. A parte l’adrenalina che le riga il collo. Arrabbiata, aggressiva: “Ignorante lo dici a tua sorella”
(Ecco: mia sorella la lasci stare. Ma non glielo dico. Mi distraggo. La vedo che trema. Per il nervoso, per la paura. Trema)
-No: guarda…
Ricostruisco i fatti cercando di spiegare razionalmente la mia arrabbiatura. Posso offrirti un caffé alle macchinette?
(Sono lì a pochi metri. Mi sembra una scelta saggia)
-Mi sono spaventato per la manovra. In quella rotonda ci sono tutti che si buttano.
-Credimi non sono una prevaricatrice
(Ok, nessuno dei due convincerà l’altro. Almeno cerchiamo di essere civili. Trema)
Parliamo un attimo, sviando saggiamente dal discorso sterile delle traiettorie curvilinee.
-Io poi sono restata in macchina perché non sapevo cosa avresti fatto.
-Ma no… ma come… E’ vero che non sai mai con chi hai a che fare…
(Sono imbarazzato. Come se io potessi davvero scendere a picchiare qualcuno per una questione di precedenze. Sono diverso. Sono migliore. Ma non l’ho mica dimostrato tanto bene, questo concetto. Perché lei trema. Trema perché ha paura di me. Trema).
Cerco di essere conciliante. Di tenermi dentro qualche pignoloeria. Cerco di uscire in un modo logico. Noto che trema un po’ meno. Azzardo una tesi zen.
-Non dobbiamo lasciarci innervosire per delle stupidate. Guarda, mi dispiace se ti sei sentita aggredita.
Anche lei cerca le parole. Non le trova ma va bene lo stesso.
-Vado su ho da fare.
-Ok ciao.
Si accende una sigaretta.
Io vado alla mia scrivania con quella immagine ancora davanti. Lei che trema.

Annunci

14 comments

    1. fratello se io sono incazzata e mi trovo davanti il savoir faire stile cabaret di Simone ti tocca portarmi le arance in galera perché lo ammazzo, sallo.
      (e comunque Saimon, a certe donne bisognerebbe toglier la patente, che fai casino e poi tremi, maddai, ma chiedi scusa)
      (e comunque, comunque ti voglio bene anche così)

      1. sì, hai ragione. è che mi viene da pensare che, se dietro a quel tremore c’è tanto altro – e probabilmente c’è e non ti è dato conoscerlo – a volte è più opportuno cercare strategie diverse. non so dirti quali, quella sul savoir faire era più una battuta che altro, ma a quel punto l’episodio in sè passa in secondo piano rispetto a un bisogno che mi piacerebbe riuscire ad ascoltare. non so se sono riuscito a spiegare…

  1. Mi sento molto immedesimata…nella donna, ovviamente: sono una frana al volante e sbaglio sempre e tremo sempre, soprattutto, quando mi fermano i vigili che poi mi chiedono la patente, vedono che sono italiana e invece di farmi la multa, che me la meriterei tutta, fanno un po’ i broccoli e mi lasciano andare. Vi ho mai accennato al fatto che essere italiana in terra straniera a volte mi fa sentire un supereroe?

      1. Prima di tutto la bellezza, che mi pare la questione più evidente: io, che non si può certo dire che sia una gran figa e non ho mai girato occhi, almeno che me ne sia accorta, in questo Paese sembro Claudia Shiffer. Apro la bocca, muovo le mani e gli occhi si puntano ancora più forti addosso. La gentilezza e la disponibilità nel sentire quell’accento caratteristico. L’intelligenza diversa, non dico superiore, ma diversa, senza dubbio, mi sembra mi faccia stare un passo avanti…ma magari è la napoletanità, eh.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...