Chiudere

chiudereArriva un momento in cui ci si trova davanti a troppe cose aperte.
Ci sono porte socchiuse che conviene accostare.
Ci sono barattoli che conviene sigillare, anche a costo di di doverli riaprire un po’. Facendo i conti con il bordo caramellato. Per poi chiuderli bene. Senza pensare a quando dovremo riaprirli.
Ci sono bozze da trasformare in testi. Dando un corpo, una coda, un ritmo, un finale. Una piccola botta sulla schiena per farli camminare. Per vedere se, vinta la paura del primo passo, sanno stare in piedi da soli.
Ci sono occhi da chiudere per renderci conto, non solo in teoria, che anche al buio i mostri non esistono. Ci sono luci da spegnere. Ci sono ansie da tenere lontane.
Ci sono vestiti da riporre. La stagione giusta è finita. Magari non è il freddo che avanza e tanto poi ritornerà. Magari è la stagione nostra che cambia. E quei panni non sono più adatti.
Ci sono subordinate da chiudere, parentesi da chiudere, virgolette da chiudere. E non è pignoleria grammaticale. E’ farsi capire. Non indugiare in una specifica di troppo.
Ci sono amicizie da archiviare, magari con una spiegazione. Un saluto benedetto da un sorriso, niente di teatrale, per carità.
Ci sono finestre da chiudere ché sta arrivando il freddo. Indugiando solo un po’ guardando gli storni che disegnano nel cielo le loro paure a forma di bolle nere.
E dopo tutto questo chiudere capire che abbiamo fatto lo spazio per aprire qualcosa di nuovo.

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30 comments

  1. Devo ricominciare a farlo anch’io. Per tanto tempo li ho lasciati così, aperti, incustoditi. Sarà perché non amo le ‘conserve’. Ho fatto in modo che, avessero scelto, si sarebbero avvitati da soli. Ma non va così.

  2. E’ da un po’ che ci penso, alle amicizie da archiviare. Mi viene in mente una bella immagine tratta da un bel libro per ragazzi, Io e gli invisibili di Beatrice Masini: “Quando un’amicizia comincia ad andarti stretta, come una felpa che ti piace tanto ma proprio non ci infili più la testa, cosa devi fare? Forse bisogna ripiegarla e metterla nell’armadio, senza buttarla via, ma senza nemmeno più provare ad indossarla”.

  3. nooooo, non mi dire che lasci spinoza.
    (a parte gli scherzi: questo post lo sento davvero molto, molto vicino. imparando piano piano a saper chiudere, non è facile, mette davvero tanto in discussione. quanta bellezza in quello che hai scritto).

  4. Per chiudere ci vuole coraggio e il coraggio è qualcosa di sempre più raro da trovare. Ma dici bene.Per lasciar entrare il nuovo da qualche parte spazio bisogna farglielo. Belle immagini, riflessioni, intuizioni.

  5. A volte ci sono vite intere da chiudere e ricominciare, archiviare e fare spazio. E’ che io sono disordinata, figurati che dei vasetti, spesso, butto via il coperchio!

  6. Pingback: chiudere | minimo.
      1. certo il coraggio non è mai virtuale ma al momento nel reale di scelte coraggiose ce ne sono poche- chi ha deciso di rimanere umano d’altronde qualcosa ha sacrificato- magari pure la vita

  7. mi è capitato proprio qlc giorno fa.
    ho chiuso la porta di casa dietro una persona, salutandola con l’affetto di sempre.
    e poi, una volta chiusa, mi sono detta semplicemente era l ultima volta.

  8. Uhm. Io la chiusura delle cose l’ho già fatta, da un po’. Barattoli, botole, porte, finestre, ho messo pure i paraspifferi. Adesso vorrei riaprire, ma aspetto, magari do una tinteggiata ai muri, prima.

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