Ma tutto questo cosa c’entra con la Blogfest2013?

bloffeVolevo descrivere la Blogfest2013. Ma penso che non valga la pena imbarcarsi in analisi che aspirano a una impossibile obiettività. Meglio scendere direttamente di piano, scantonando sulle inutili personalissime sensazioni.
Per me questa kermesse (è tanto che volevo sfoggiare questa parola) è una buona occasione per reincontrare amici, allargare le cerchie di conoscenti, creare relazioni professionali.
Mi ero fatto un programma di massima che, immediatamente è andato a monte.
Sono andato a sensazione. “Oh ma lo sai che c’è Emanuele che presenta il suo libro?” “No, dove? Quando? Andiamo”. Io il libro l’ho già preso. Prima della presentazione. Conquistato dal “va là tognino” che aveva scritto per Schegge e che continuo a considerare una delle cose più belle che abbia letto negli ultimi anni. Anche perché leggo poco, ma questo è un altro discorso.
Alla presentazione del libro “Il Tensore di Torperterra” Emanuele ci parlava con entusiasmo e un po’ di timore. Ma solo all’inizio. Usava senza porto d’armi e senza pudore, parole pericolose come Bellezza. Così, con la maiuscola. Lui la pronunciava con la maiuscola, quando io faccio fatica a dirla sottovoce! Poi ha parlato delle botte di culo e della mediocrità. E la gente come me si ritrova in quelle mezze tinte.
La parte della premiazione dei TwitAwards e dei Macchianera Internet Awards è stata a dir poco dilettantesca. Anche se con Spinoza siamo saliti sul palco in entrambi i contesti, il contorno era davvero imbarazzante. Videoproiezioni più larghe dello schermo, nomi dei quotidiani storpiati bellamente, PC che restano senza batteria, vallette mute che, per riportare trofei dietro le quinte hanno macinato più chilometri di un mediano della Spal. Ho avuto ancora una volta la impressione che il mondo dei blogger sia un insieme di regni con un suddito ciascuno. E che nessuno ne voglia essere consapevole. Quella parte la tralascerei e ho l’impressione che il giro di Macchianera abbia un po’ perso autorevolezza. Troppe categorie che sembrano fatte su misura per gli amici, troppi sponsor tra i premiati, troppo rumore di fondo. Non deve essere stata una impressione solo mia, se alla premiazione quasi nessuno si è presentato. Sembrava una riunione di condominio in prima convocazione. “Neanche questo viene? ma l’ho visto poco fa…”

Ma il bello di queste occasioni sono le persone. Non come categoria collettiva, ma come somma di uomini e donne. Gente che prima esisteva in troppo generosi riquadri 128x128pixel. E che dopo diventa esperienza di mani strette, di discorsi iniziati, di impressioni prese e magari anche lasciate. Mi chiedono “come è stata la Blogfest?”: io penso a queste mani strette. Ma è solo una approssimazione.

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19 comments

  1. Ciao Simone, ho appena letto e commentato il post di Claudia.
    E come ho scritto a lei avrei voluto esserci solo per vedere voi due insieme.
    E sì, quel che conta sono le persone che in parte già si conoscono attraverso la lettura, conta incontrarsi. Un abbraccio a te!

  2. Ed io che ero scesa a Rimini per lavoro (un concerto), sabato sera mi sono ritrovata sulla spiaggia a bere alcolici in mezzo a sconosciuti con ridicoli berretti rosa.
    Però riconoscere visi e mani da stringere in mezzo a tanta gente scalda un po’ il cuore.
    Credo non mi perderò nemmeno il prossimo anno la blogfest, e sarà anche inevitabile visto che sono appena ritornata a vivere a Rimini.
    Al momento chi si diverte tantissimo con il berrettino improponibile è mio figlio di cinque anni che lo indossa con estrema fierezza.

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