Scendi, sono qui sotto

Ho dovuto lasciare la carta di identità al noleggio camper. Ho preso un furgone della wolksvagen, uno vecchio. Adattato a camper. Con le tendine e con i fiori disegnati a mano. Anche se a guardarli meglio, quei fiori non sono mica originali. E un po’ mi spiace.viva
Ma ho il mezzo. E adesso passo. Passo sotto casa dei miei amici. Dobbiamo andare a fare la rivoluzione.

“Scendi. sono qui sotto. Ho preso il camper andiamo.”
Ma Piero dice che poi sua moglie ha un appuntamento dal medico giovedi. E ha promesso di accompagnarla. E sai: non se la sente di lasciarla da solo dopo che ha promesso. Ma dice che viene. Che al massimo ci raggiunge lì.

Passo da Anna. “Ma sei scemo? Proprio oggi che ho lo studio. Sali che ti verso un bicchiere. Ma sei proprio scemo: era una cosa improtante, Simo. Importante”.
Niente bicchiere. La rivoluzione non può aspettare. Ciao, e bevi anche per me.

Passo da Mattia. Ha le bimbe da prendere a scuola, con l’autobus. Dopo che ce l’ha fatta finalmente a eliminare l’auto.

Passo da Sandra. Dice che ha la patente di rivoluzionario. Che gliel’hanno data a Cuba. Ma quella era un’altra rivoluzione, un altro mondo. Finiamo per discutere e cristallizzarci. Va bene, pensaci se ti va anche la nostra, io devo finire il giro.

Passo da Luca. Dice che è bello. Entusiasmante. Ma è proprio oggi?

Passo da Claudia. Ma tanto lo so già che mi tira dentro coi suoi ragionamenti. Che con una rivoluzione cosa ci sta meglio? E se non ho niente di rosso ma magari avete pensato a un altro colore. E se arriva la rivoluzione e mi trova senza neanche un filo di trucco, ti immagini. Non azzardo neanche un “Ma no guarda” e riparto.

Passo da Francesco. Ma dice che sta finendo di scrivere. E la sua rivoluzione è questa.

Passo… no basta

Torno al noleggio. Prima rifaccio il pieno. Altrimenti me lo fanno pagare chissà quanto.
Visto che sono stato via una mezza giornata mi fate uno sconto, vero?
No, no, Il mezzo è come me lo avevate descritto. Non ho niente da dire.
Ecco vi lascio le chiavi. Controllo che la carta di identità che mi restituiscono sia la mia. Sì, è giusta. Non c’era la fila oggi per fare la rivoluzione.
Torno a casa. A guardare la televisione. Magari vedo qualche documentario sulla rivoluzione.

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11 comments

  1. neanche da me sei passato… forse potevo caricare le bici… una rivoluzione in bici si fa meglio… però… ma non so… forse sono sgonfie…

    mi sa che vengo con ammennicolidipensiero così durante il viaggio si può giocare a carte mentre uno guida

  2. Eeehh, prima che ci siamo passati a prendere tutti! E poi? Una volta che siamo un manipolo in un pulmino col camper, quanti ne saremo? Una quindicina? E che rivoluzione facciamo? Un sit-in che mette paura quanto Titti quando cerca di ruggire? Oppure qualcuno ha qualche riserva d’artiglieria? E chi è il bersaglio? Montecitorio? E poi…bombe vere o alla crema? CannoLi che sparano fiori…già so che si finirebbe per andare a mangiare cornetti a mezzanotte…

  3. io son qui ancora che ti aspetto, muovi le chiappe da quel divano e prendi il marinz, la sua bici, ammennicoli e tutti gli altri. Se non sarà rivoluzione ci ritroveremo a bere nostalgici, ma tutti assieme.

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