Bloccato

notte“Non tamburellare col piede” mi dice lei. Saranno le due di notte. Io sono a letto, tutto storto. Ho sentito la domanda. Voglio rispondere “guarda che non sono io”.
Lo strano è che sento di voler rispondere ma non mi pongo il problema di chi sia a tamburellare. La domanda logica sarebbe “ma se sentiamo ticchettare e non siamo noi cos’è?”. Ma è notte. E’ buio. Dormivamo. E questa inquietudine logica non mi prende.

Faccio per girarmi e rispondere. Ma la testa non si gira. Provo a rispondere senza voltare la faccia, ma neanche la voce esce. Faccio uno sforzo incredibile. Muovermi, parlare. Niente. Voglio chiamare aiuto, ma neanche questo mi riesce. Ci metto tutta la volontà. Possibile che non riesca a spostarmi, neanche a battere una mano sul materasso per farti capire che qualcosa non va?
Mi sforzo di restare lucido, mi sforzo di muovermi. Niente.

Cosa faccio adesso? Metto tutta la forza che ho nel cercare di muovermi. Più forza. Ancora di più.

Mi sveglio. Che brutto incubo ho fatto. Ho sognato di essere come paralizzato nel mio letto. Mi alzo al buio e ributto giù inizi di pensieri con un mezzo bicchiere d’acqua preso a memoria.
Che brutto incubo essere bloccati.

Advertisements

23 comments

  1. Uh, io ricordo un’esperienza parecida: la mia sensazione era di essere sveglia mentalmente, credo di aver anche aperto gli occhi, ma ancora addormentata fisicamente. Testa e Corpo completamente scollegati…eppure non ricordo ansia!

      1. Quello di avere belle idee mentre dormi o stai per o anche appena appena svegliato, poi perderle tutte giù in fondo allo scarico del lavandino, insieme all’acqua del tuo mezzo bicchiere.

  2. credo faccia il paio al sognare di “correre sul posto”, senza avanzare di un millimetro (e per fortuna è un incubo che ho abbandonato nella notte dei tempi). massima solidarietà.

  3. Paralisi del sonno, allucinazioni ipnagogiche. Non ti sono mai capitate? A me un sacco di volte, sin da quando ero ragazza. In quei casi posso solo mugolare senza voce – io penso di gridare, ma ho le corde vocali paralizzate – e strofinare, con una fatica straziante, l’uno contro l’altro, i due alluci del piede, ossia, le uniche due parti del corpo che in qualche misura riesco ancora a gestire. Dopo un tempo che a me sembra infinito, vincendo con uno sforzo pari a quello dei salmoni che risalgono la corrente al contrario la resistenza ad abbandonarmi al flusso del buco nero della incoscienza che mi sta risucchiando, con immenso travaglio riesco a “sbloccarmi”, rompere quella invisibile bolla di cristallo che mi tiene costretta e svegliarmi. Esperienze alquanto sgradevoli, che spesso mi capitano. E qui un “purtroppo” ci sta proprio bene.

  4. Anche gli incubi come i sogni sembrano veri… Una curiosità, ma il tamburellare era già dentro il sogno oppure è stato il detonatore? Mi piace il ritmo sincopatico che hai dato alle parole. Rendono bene,

  5. Tutto questo è molto strano. Sembra che chi ha vissuto questo incubo possa essere persino mio figlio. Anch’io ho sofferto per molto tempo di simili frustrazioni: ero disteso su una rotaia del treno, su di un ponte molto alto, con un treno che vedevo arrivare e non riuscivo a togliermi di li. Una sensazione di impotenza totale. Ora è passato, per fortuna!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...