Vuaccaesse

Mi è venuto in mente un vecchio film con Michael Keaton. My life. Una storia vecchia e oggi un po’ ridicola. Dicono al protagonista che è in fin di vita e questo scemo prende una ingombrante videocamera e comincia a girare filmati che il figlio (non ancora nato) potrà vedere una volta grande.
Il film ha una ventina di anni. Se il figlio si mettesse adesso a guardare una VHS perderebbe la pazienza alla ricerca di un vecchio videoregistratore o di una interfaccia video per fare le conversioni di formato. Ma sorvoliamo.

Mi è venuto in mente quel vecchio film e mi sono fatto una domanda. Cosa lascerei detto o scritto io, ai miei figli, in una situazione analoga?
Anche se sarei curiosissimo di andare al mio funerale a prendere le presenze e a fare foto ai visi, vorrei tranquillizzarvi. Non ho intenzione di morire a breve.
Ma la domanda è stimolante. E durante alcuni allenamenti podistici (quando sono solo abbastanza per pensare anche a queste cose) me lo sono chiesto.
All’inizio ho avuto la forte tentazione di rassicurarmi. Di illudermi di aver dato loro abbastanza. Per affrontare la vita con gli strumenti giusti. Ma come si fa? Non siamo pronti noi genitori, figurarsi i bambini.
E poi siamo immersi in una realtà che cambia così velocemente, VHS a parte, che sarebbe ingenuo pensare di essere pronti.
Ho pensato ai miei marmocchi e ho deciso di elencare, a mente, le qualità che spero abbiano.
Non cose astratte e vaghe come coraggio, onestà, intelligenza. Meglio le capacità di base, partiamo dal basso.

Sono molto contento quando li vedo sperimentare. Istintivamente sarei per proteggerli, ma mi convinco che debbano provare. Con il fuoco ci si scotta. Ma senza saremmo ancora dei primitivi.
Chiara, oltre ai lavoretti, prova ad assaggiare tutto a tavola. Anche il pesce. Te lo dice uno che non l’ha mai amato.

Sono molto fiero di loro quando parlano bene. Scegliendo le parole giuste. Rielaborando i pensieri. Tirando fuori una sequenza di parole, che prende la forma del concetto che stanno descrivendo.
Luca non aver paura di dire la tua. Non usare frasi di altri. Innamorati delle parole, scegli quelle giuste. Questa sì, quella no. Come i colori della tua scatola.

Sono ammirato quando li vedo sorridere a bambini appena conosciuti. Con una fiducia e un’apertura che io mi sognavo.
Federico, tieni sempre quel sorriso. Non importa quante volte ti sembrerà che non paghi, che non importi.

Ma poi se anche avessi la capacità di elencare doti e strumenti e qualità, mi fermerei. Non vorrei che da me imparassero troppo. Vorrei che fossero sé stessi. Mi assomigliassero solo per le cose belle. Ma in più avessero la capacità di capire il mondo. E di decidere.

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22 comments

  1. Questo post è una meraviglia.
    Poi io sai, non ho figli…e mi succede, da un po’ di tempo a questa parte, di provare infinita tenerezza per voi padri.
    Non so perché, quando vedo un papà che tiene per mano il figlio e lo accompagna a scuola …ecco, cose così.
    E poi leggo questo post…tenerezza.
    Bravo Simone, davvero bravo, come sempre…

  2. Avrei dovuto interrompere la lettura, lo sapevo, ma sono voluto arrivare fino in fondo.
    Mi attende una mattinata in compagnia dei sussurri (assai poco suadenti) della tanatofobia. Speriamo si stufi presto …

      1. Oh io sì, ho una paura folle della morte. Tanto da causarmi crisi di ansia durante le quali credo di star per morire d’infarto. E ne esco dicendo: ma che sciocchezza, se faccio così muoio di sicuro, e senza nemmeno essermi goduta la vita!
        Il mio compagno è maestro di consolazione: una sera gli ho detto “ti saluto adesso, perché non sono sicura di essere ancora viva domattina”. Lui ha distolto gli occhi dal libro, mi ha guardata con gli occhi annegati in una pozza d’amore liquido e infinito e ha detto “…vedi un po’ tu”, che in quel momento voleva dire davvero “la decisione è solo tua”. E mi sono addormentata tranquilla.

  3. Senti, facciamo così, Niccolò è un bambino tranquillo non rompe molto. Io te lo mando a casa un mesetto e tu e Chiara gli insegniate ad assaggiare. Perchè noi col cibo abbiamo proprio fallito su tutta la linea.

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