Anelli

La stradina di ghiaia attraversava il parco senza fretta. Il tempo era brutto, ma la chiacchierata partecipata e intensa.
Ad un certo punto lei si fermò, smise di ascoltare, smise di camminare.
Donna? Come donna?”
“Scusa, non era una provocazione. Sei una donna. Mi sembra più appropriato di ragazza. Non capisco questa moda di dilatare i limiti di essere ragazzi troppo in giù e troppo in su. Direi che tra i trenta e i quarant’anni, dire donna invece di ragazza non è offensivo. Non dovrebbe, almeno”.
Lui continuò a parlare fitto. Lei lo stesso. Qualche goccia di pioggia. Tante cose da dire, ma senza l’ansia di non avere abbastanza tempo.
Pensieri complessi, raschiati da dentro, uscivano bene. Parole che, impilate in quelle frasi quasi perfette, avevano la grazia di una costruzione riuscita. Di quelle che -non si capisce come- ma sta su. Sfidando la gravità del mondo con la sua incomprensibile leggerezza.

Lei restava con questa parola piantata nella testa. Donna e non ragazza.
Piano piano cominciò ad aprirsi a questo ordine di idee. Forse, dopotutto, non era male. Forse era solo una forzatura in meno, una corda elastica che, rilasciata gradualmente, riprendeva la sua forma. Camminò da sola. Guardò, senza prestare attenzione: le anatre nel laghetto, le panchine picchiettate da tutte quelle gocce. Vide i turisti fuori stagione che parlavano una lingua ruvida, sorridendo. Alla fine vide i giochi dei bambini. Sì dei bambini piccoli.

Guardò in alto, vide gli anelli. Da quanto tempo! Si rivide qualche anno prima. Il suo ricordo come un filmato. Vide sé stessa come dal di fuori. Un piccolo salto, una presa da aggiustare, il peso del corpo in avanti, altro sforzo con le braccia. La sciarpa che cercando il suolo le copriva la faccia, la fine del giro. I piedi finalmente a terra.

Non fece quel salto. Niente di tutto questo, non più. Si incantò guardando quegli anelli. La bocca leggermente aperta e lo sguardo quasi fuori fuoco. Sguardo di chi sogna.
Sorrise, ripensando a quel donna. Donna.  Se lo sentiva finalmente bene, addosso. Si incamminò. Se non ci fosse stata quella pioggia leggera, si sarebbe potuto distinguere persino un sorriso.

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16 comments

  1. E’ proprio vero. A volte basta solo una parola per avere un’altra consapevolezza delle cose. Secondo me, la tua scrittura si sta raffinando, mira all’essenziale e sta diventando sempre più bella e personale. Complimenti davvero.

  2. È strano come succeda che me la prendo se mi chiamano “signora”, ma amo essere una donna e non più una ragazza.
    Gli anelli mai fatti neanche da bambina, potrei cominciare ora.

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