il fiocco della stringa degli scarpini chiodati

stringhe delle scarpe da calcioPenso che tante volte è l’occasione che fa il grande calciatore. La voglia di buttarla dentro, quella ci deve essere per forza. Anche la fame di risultato, quella specie di cattiveria sotto porta. Quella che non ti fa considerare nessuna altra possibilità. Ma alla fine si deve fare i conti anche con le leggi fisiche. Hai presente quelle che parlano di due corpi in movimento? Quelle che parlano di massa e di punto di impatto, insomma, quelle dai!
A volte passa solo un centimetro tra un gol capolavoro e un palo di quelli clamorosi, che poteva cambiare la partita e il campionato, se andava dentro. Magari, guardando all’indietro, dipende da come ti rimbalza davanti o come ti sei allacciato gli scarpini coi tacchetti. Il fiocco un po’ più grosso o un po’ meno centrale.

Mi vengono in mente queste fasi insignificanti, questi gesti ripetitivi, che dopo si rivelano determinanti. Come questo nodo di cordoni neri di scarpe da calcio.

O passare un minuto prima su quella strada che poi “hai sentito che terribile incidente, c’è stato oggi pomeriggio?”
O mandare un curriculum e finire nello strato giusto. Tra quelli che vengono letti e non cestinati ancora con la busta sigillata. Perché arrivati in anticipo sulle esigenze o in ritardo rispetto ad altre candidature.
O affidarsi all’istinto per mettersi con la persona giusta. Che poi usiamo spesso la parola istinto per mascherare altri parametri, meno nobili. Come la paura di restare soli o le convenzioni sociali, che “l’hai guardata e adesso te la sposi”. O come aderire ad un nostro progetto estetico. Senza farci troppe altre domande.
O come capitare con un cuore difettoso. Che è un caso su diecimila. E a te, tutto sommato, sapere degli altri 9.999 sani non ti consola per niente.
O un proiettile vagante, un biglietto della lotteria, una ruota bucata. O la donna giusta. E conoscerla proprio quando lei è libera e ti ascolta.
O trovare un vecchio africano che ne ha viste tante e ti prende per mano, tu, bianco, europeo. Tu: diverso. E ti accompagna fuori dai tuoi incubi. Per mano.

E la vita è piena di cose che dipendono da noi, dalla nostra voglia di buttarla dentro, ma anche da come ci allacciamo gli scarpini.

E mi piace pensare, che se quando dai l’ultimo calcio al pallone, intanto stai sorridendo… beh, non c’è scampo.  La palla andrà dentro.

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11 comments

  1. inschallah si dice in laguna, dalle mia parti: se dio vuole. c’è una fetta di vita che non ci resta che guardare alla finestra, perchè fa lei, o lui, chi per lui, chi lo sa chi sia ma non noi. guardare e affidarci, e tanto vale sorridere, e respirare a fondo, e godersela, sempre godersela. (io sono per le ballerine comunque).

  2. Vorrei vivere molti più momenti in cui sorrido e la mando dentro, in cui voglio farlo e ho allacciato gli scarpini nel modo giusto. È che ho come la sensazione che io abbia sempre gli scarpini perfetti, ma ai piedi sbagliati.

  3. Nulla è per caso… e condivido la prima parola della risposta di esercizidipensiero: inshallah!!! Questa semplice parola racchiude tutto il pensiero e il modo di vivere di milioni di persone.

    Chioso con:l’importante non è se la palla entra o prende il palo ma sta nel riprovarci sempre quando capitano le occasioni

  4. Uno dei più belli che hai scritto. Non a caso sei bravo. Sapendo che ami la poesia, te ne suggerisco una molto bella che parla di quest’argomento: Wislawa Szymborska “in ogni caso”. Dimmi che la leggerai :-)

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