Lo sento vicino

lo sento vicinoAnche oggi è lì. Lo vedo da lontano. È lì anche stamattina, mi guarda forse. Non ne posso essere sicuro da qui. Lo incontro sempre quando passo correndo poco prima dell’alba e fa già caldo.
Caldo, sì, anche a quest’ora. Perché quando passo di fianco al parcheggino del supermercato ho già fatto due chilometri. E sarebbero anche 2,2 km se continuassi a sforzarmi di essere meno preciso, meno rigido meno pignolo. Meno strutturato. Ecco “meno strutturato“, mi diceva lei.
Ma io ci ho sempre trovato conforto nella mie regole, nei miei riti, nella costruzione delle mie certezze.
È lei che poi un bel giorno non le ha più digerite. Quando ha cominciato a definire “noiosa prevedibilità” quella che per me era solo “rassicurante affidabilità” allora l’ho capito. Ho capito che era già tardi.

Continuo a correre. Lo vedo, è ancora lontano ma mi sto avvicinando. Ancora non capisco se guarda me oppure no.
Penso ancora a lei, alla fine. Cerco di convincermi che è meglio, ma mi vengono in mente solo parole di canzoni di Baglioni. Dico: Baglioni! Come se non bastasse tutto questo senso di tempo sprecato. Che si mescola all’odore del sudore. “Anche Baglioni ci voleva!” Proverò a lavarmi tutto via in una sola doccia, ma adesso mi sforzo di concentrarmi sulla corsa, sul ritmo dei passi, su qualcosa di positivo e di leggero.

Ormai gli sono vicino.

“Ma anche oggi è lì. Non saprei dire se mi sorride o se è la sua espressione standard. Non mi sembra del tutto normale. Si veste in modo strano e poi cosa ci fa sempre in giro a quest’ora? Non mi sembra un barbone, forse è solo un matto. Dall’aspetto non molto pulito probabilmente puzza un po’. Gli sorriderei, ma meglio non rischiare.”

Chissà cosa penserebbe. Mi sforzo di pensare cosa porti una persona normale, una persona come me, a diventare così. Lo sento vicino.
Mi sembra di entrare nella sua testa. Mi sembra di avere l’occasione di capirlo, di sentirlo.
Sento quello che pensa, quando mi sono avvicinato. Non mi chiedo perché, mi sembra normale. Sento i suoi pensieri come un discorso da dentro.

Pensa di me: “Ma anche oggi è lì. Non saprei dire se mi sorride o se è la sua espressione standard. Non mi sembra del tutto normale. Si veste in modo strano e poi cosa ci fa sempre in giro a quest’ora? Non mi sembra un barbone, forse è solo un matto. Dall’aspetto non molto pulito probabilmente puzza un po’. Gli sorriderei, ma meglio non rischiare.”

Lo sento vicino.

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14 comments

  1. E’ il racconto uscito su xRun? (lo so che non è una chat, dovrei limitarmi a lasciare un commento, ma sono curiosa… Tra l’altro su Internet ho trovato il sommario dell’ultimo numero della rivista e tra gli autori ho notato un certo Simone che scrive di corse lungo il Po. In questo caso: 1. il racconto che hai pubblicato sul blog non sarebbe lo stesso di xRun; 2. io e te correremmo lungo lo stesso parallelo). Chissà che meraviglia correre prima dell’alba: devo provare!

    1. che multitudine di pensieri. mi pare di rispecchiarmi. corri, pensi a lei, pensi a cose, odori. ecco. il tag follia mi pare centratissimo!
      quindi siamo tutti un po’ folli.
      poi la corsa aiuta a pensare, come il nuoto. quella solitudine interiore che ti fa ripercorrere, come le strade reali, sogni e pensieri.
      si ok. smetto

  2. Eh, che maniera speciale hai sempre di raccontare le cose tu.
    Con questo stile e con questo garbo…è un piacere leggerti.
    Eh, nella vita è sempre questione di punti di vista, vero? Proprio così…bellissimo post.

  3. E’ sempre interessante e commovente incontrare parti di noi perse per strada. Per me, uno dei tuoi post più belli. Ma ho pensato anche la stessa cosa leggendo le due gocce…Allora sei pericoloso! :-)

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