Storia minima e fastidiosa di due gocce di pioggia

Due gocce di pioggia - Storia minima e fastidiosa di due gocce di pioggiaErano proprio due gocce d’acqua. Certo, si assomigliavano. Ma non voglio dire che erano “come due gocce d’acqua”. Com’è difficile uscire senza danni dalle frasi fatte! Dai, ricominciamo.
Ma prima spegnete tutti i recettori di metafore, allegorie, similitudini. Perché questa è una storia vera! Una storia minima, inutile.

Avete presente una goccia d’acqua? Ecco!
In quel temporale estivo ce n’erano tante. Scendevano pigramente, quasi parallele. Cadevano verso alberi, prati, sassi, strade, polvere, tetti, biciclettine rosse lasciate sbadatamente in cortile.

Due di quelle gocce si conobbero nel breve tragitto tra nuvola e suolo. La loro leggerezza rendeva la caduta alquanto lenta.
La poca convinzione del vento poi, fece in modo da farle restare vicine per tutto il viaggio.
Come tutte le giovani gocce appena nate, avevano gli occhi pieni di sogni e di progetti.
“Io voglio trovare il modo di arrivare al mare. Seguirò le altre. Diventeremo pozzanghera. Poi rivolo, ruscello. Con un po’ di fortuna torrente.”
La portata del corso d’acqua cresceva di pari passo al crescere del suo entusiasmo.
“Oh sì, certo! Ce la faremo. Diventeremo fiume, ne sono certa! E quando saremo fiume, va da sé che da affluente arriveremo giù, giù, giù, dove il corso è lento e tutti gli affluenti donano al grande fiume la loro liquida ricchezza. E da lì arrivare al mare sarà quasi cosa fatta!”.
Senza rendersene conto aveva smesso di guardarsi attorno o di guardare in faccia la goccia che aveva vicino. Sognava. E quel futuro lo vedeva davvero. Con gli occhi. Riusciva a vederlo, tanto lo voleva.

La seconda goccia trovava terribile questa perdita di identità, questa omologazione. Questo essere qualcuno solo assieme agli altri.
“Invece io voglio trovare un’altra strada. Non voglio seguire le altre. Voglio rischiare. Anzi: voglio poter rischiare”. Sul suo volto lo stesso sguardo sognante. Solo declinato su sogni diversi.
Adesso sì che si somigliavano come due gocce d’acqua.
Caddero vicine. E ognuna, casualmente, ebbe davvero il destino che sognava.

La prima, alla fine, arrivò a essere mare.
La seconda cercò nuovi percorsi. Al mare non ci arrivò mai. Evaporò qualche ora più tardi.

E’ un vero peccato che questa storia sia così stupida e corta, da non suggerirmi chi aveva ragione. La trovo davvero fastidiosa!

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33 comments

      1. che uomo tutto d’un pezzo. allora visto che sono ospite taglio via anche io -per un attimo- le lacrime, le parole, gli affetti e le reti di libere associazioni, che poi è di questo che siamo fatti, no?

      1. “Io di risposte non ne ho mai avute e mai ne avrò, di domande ne ho quante ne vuoi.” (Max Pezzali, un pagano qualunqe ma la frase, secondo me, ci stava)
        :)

        Complimenti per questa storia, mi ha incasinato ancora di più le idee sul futuro. Credo che inseguirò un sogno.
        Aspetta, vado a cercarlo e torno.

  1. Uhm uhm… Molto interessante. Resistere alla tentazione di indicare la cosa che ti entusiasma la vista non è da tutti. Ma in fondo, in effetti, non l’hai fatto. Davvero un bel racconto.

  2. nella metafora della vita non saprei nemmeno se essere mare o vapore acqueo. l’importante e’ esserci stato e aver conosciuto l’altra goccia.
    :)

  3. A me invece ha ricordato il bel romanzo dello scrittore peruviano Manuel Scorza “La danza immobile”. Il libro narra la storia del conflitto tra due amici che devono scegliere tra l’ Amore e la Rivoluzione. L’uno sceglie l’Amore, l’altro la Rivoluzione. Quando si ritrovano vecchi, entrambi credono che l’altro abbia fatto la scelta migliore.
    L’argomento è molto bello, quasi mistico, interessante e richiederebbe ampie argomentazioni. Per come lo imposti tu fa acqua da tutte le parti. Scherzo, eh! :-) E’ una bella soria, scritta bene. Sembra una favola per bambini ( essere complimento).

  4. Io tengo per la goccia che vuole arrivare al mare. A me, il mare, mi piace! Pero’ mi piace anche il bagno turco con tutto il vapore fumante.
    Comunque, da come era iniziata la storia, pensavo che la biciclettina rossa dovesse avere un ruolo di maggiore importanza. A me, le biciclettine rosse, piacciono.

      1. siamo davvero contenti di averti trovato, il tuo spazio è accogliente e decisamente accattivante, bravo.
        Magari se possiamo ricambiare l’ospitalità, potresti trovare interessante il nostro lavoro!
        un abbraccio

  5. declinarsi su sogni diversi… un po’ avevo letto inclinarsi….comunque scivolare via sul tutto e sul niente ebbene non si saprà mai chi faceva bene o male, infine non prendere posizioni la trovo qui una scelta di ottimo sapore ;-)

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