Marshmallow

Mi dilungo sempre nei preamboli. Quindi questa volta non dico che siamo andati a trovare Samuela, dopo anni che non la vedevo, perché è nata Bianca.
Lei è sempre la stessa simpatica, assurda, credibile irrazionale. Tipo che adesso è addirittura medico, ma studia e pratica l’agopuntura. Che lasciamo perdere.
Non ricordo come ma mi ha parlato di un episodio che avevo rimosso. Mi ha raccontato di quando nella notte su macchine buie andavamo nei campi profughi.
C’era un clima particolare in quelle macchine. Umidità che appannavano i finestrini dietro. Tutti ammassati vicini e con le gambe coperte dalle giacche a vento. Qualche cassetta nello stereo e quello davanti che non dormiva per tenere sveglio il guidatore. Si arrivava con un ronzio da motore Fire ancora nelle orecchie e un secco nel palato.
Ma ci univa una consapevolezza. Un senso di unione, di significato di quello che stavamo facendo.
Quella sera al primo autogrill (Verona Nord, obbligatoriamente) un finestrino non voleva richiudersi. All’una di notte è impensabile smontare e cercare di aggiustare.
Ho chiesto in prestito una di quelle caramelle morbide e lunghissime (che ho scoperto anni dopo che si chiamano marshmallow). Quelle gialle e rosa, lunghe una trentina di centimetri. Quelle che hanno l’aspetto di una catena di polimero, più che di sostanza commestibile.
Ho preso quella (diciamo) caramella e l’ho inserita tra finestrino e alloggiamento. Quel gesto cialtrone, contro ogni aspettativa, si è rivelato efficace.
Abbiamo finito il viaggio con il finestrino sigillato e mi sono guadagnato un alone di meritata stima e di invincibilità.

L’avevo dimenticata, questa storia. Ma mi fa piacere che Samuela mi abbia aiutato a disseppellirla dalla memoria. Ci ripenserò quando l’umore sarà grigio. Per farlo diventare giallo e rosa come quei giorni.

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22 comments

  1. io, quando ho le giornate grigie, ripenso ad un fatto accaduto durante gli anni universitari. Dovevo preparare un esame per il 3 o 4 di settembre, questo comportava una preparazione in agosto. AGOSTO. cmq, dato che a casa dei miei studiare e’ impossibile andavo sempre in biblioteca in facolta’. chiaro che ad agosto, RIPETO AGOSTO, c’ero io, il custode e la barista di 102 anni.
    un giorno di agosto che dirvi non so, ora pranzo, mi prendo un panino dalla centenaria e mi piazzo in giardino, vicino alla sbarra d’accesso alla facolta’.
    passa una macchina ..la sbarra si alza, il farwest. ..comunque, prima che si abbassi, con un colpo di fianchi la faccio rialzare.
    i 30 secondi canonici e la sbarra tenta di riabbassarsi. e opla’. ci passo davanti il panino che pare fare linguaccia. la sbarra si rialza.
    perdo ogni dignita’. la faccio rialzare con la punta del naso, facendo un passo di danza. passandoci una scarpa davanti..tanto ..son sola
    penso che la sceneggiata sia andata avanti circa 15 minuti.

    ad un certo punto. tra la mia imbecillaggine e il caldo sento una voce “senta…senta…e’ tutto molto divertente ma io sto cercando di aggiustare la sbarra e lei non la lascia stare giu’. gradirei finire. poi puo’ giocare fino a sera”

    l’omino era dietro la colonnina da sempre. e per sempre nella mia testa. a ricordarmi quanto scema sono. soprattutto nei giorni grigi.
    =)

    1. siamo schiavi di piccole cose che ci fanno sorridere. per fortuna. anche una caramella gommosa o una sbarra possono riportarci il sorriso.

  2. A me fa troppo ridere il fatto che tu abbia chiesto la caramella ‘in prestito’, del tipo …dai, la schiaccio appena tra il finestrino e la carrozzeria. Oh, ma tra 6 ore te la rendo!
    Per questo e per tutto il resto dell’esperienza (e qui sono seria): chapeau.

  3. Marshmallow, quelle che nelle prime traduzioni di Linus venivano chiamate: “Toffolette”
    Credo che come sigillanti siano molto più salubri che come cibo, bella pensata ^_*

  4. Sono gli amici i custodi del nostro passato. Non so perché ma spesso ricordano cose che io ho completamente rimosso… Ti prego, sii gentile e non rispondere “Alzheimer”… ;)

  5. L’accostamento marshmallows-finestrino mi fa pensare a bimbo-uomo e a sorriso-problemi. Hai trasformato il problema in un sorriso, hai visto? Basta poco…

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