Tenere la mano destra come si deve

meccaniche per chitarraMi sono fatto regalare la chitarra tanti anni fa. Ero in seconda media. Nel fare i conti ho sempre considerato il 1982, ma non ricordo se era quel Natale o l’inizio dell’anno dopo. Sì perché è arrivata a fine gennaio, per grane che non ricordo. Avevo iniziato a suonarla perché sognavo di diventare uno di quelli che quando suonano la chitarra poi sono al centro. Proprio io, quello che arrossiva quando lo interrogavano e sapeva le cose. Ma solo per il fatto di essere guardato arrossiva. Poi un anno di lezione in cui ho imparato a dividere la noia massima in minime e semiminime. Poi finalmente qualcuno che mi ha insegnato. Era Roberto, uno grande, di quarta superiore. Non aveva un metodo, ma lui sì che sapeva suonare davvero. Io la mano destra la tenevo troppo poco distesa. E lui mi aveva scritto “Tenere la mano destra come si deve”. Che non vuol dire niente. Ma quando l’ho trovato dopo anni mi ha fatto sorridere. Poi la chitarra mi ha fatto tanta compagnia. Imparando le canzoni dei miei cantautori. Arpeggiando, perché nel condominio ho imparato a non farmi troppo sentire. Io appoggiato sulla mia chitarra, a seguire testi con accordi e la mia testa a vagare, fuori. Poi quella chitarra mi ha seguito in gita a Parigi con la classe, e poi anche in Bosnia. In montagna, al mare. Non sempre siamo stati in sintonia. Ma mi ha fatto molta compagnia. Adesso coi bambini non è più una frequentazione così quotidiana. Ma ogni tanto la rispolvero. E non è una metafora. Ieri sera la volevo imbracciare e ho visto che il mi basso era rotto. Inizio a sostituire la corda e vedo che la meccanica è difettosa. Forse ho stretto troppo. Ma la vite non fa il solito duuuoooooon crescente ma salta. Fa un brutto duoooCLACK duoooCLACK. Ho capito che gli ingranaggi di ottone si erano mangiati. Trenta anni. Ma mi sembra impossibile che ne siano passati tanti. Anche perché se me lo chiedono io ne denuncio meno. Non per calcolo, per inconsapevolezza. Ma perdere la chitarra, ammettere che è rotta mi fa male. Ho dormito male, pensandoci. Stamattina mi sono alzato presto, perché mi era venuta un’idea per aggiustarla. Niente. Il difetto resta. Poi su internet ho cercato anche uno schema per capire come si chiamano tutti gli ingranaggi. Mica potevo chiamare il negozio di musica spiegandomi a gesti al telefono.Proverò a cambiare la meccanica o solo le chiavi (lo dico non convinto, ma per far vedere che qualche termine tecnico l’ho imparato). Oggi ho pensato alla mia chitarra e ai graffi che chiamo quasi per nome. Confondendoli solo un po’, come i posti o gli anni in cui ci siamo fatti compagnia.

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24 comments

  1. Che bello strumento la chitarra!
    La mia ha ormai compiuto 7 anni, ma sembra che il tempo per lei non passi mai! Spero che a me, invece, non venga meno mai la voglia, né il tempo, di stare assieme a lei ^.^

  2. Certo che devi ripararla! In un’ epoca dove le cose quando hanno appena un graffio oppure necessitano di piccole riparazioni vengono sostituite è un dovere morale. Se non altro per tutta compagnia che ti ha fatto. Purtroppo, sei una sorpresa continua, non solo scrivi bene, suoni pure la chitarra, sai per caso anche ballare? :)

  3. Io ho lasciato le mie due chitarre a casa dei miei ma conto di portarle da me al più presto.
    Una volta ero anche bravina.
    Chissà se è come andare in bici. Magari suonare è un qualcosa che non si dimentica mai.

  4. Io son sempre stata una scarpa con la chitarra (sarà perché non tenevo bene la mano destra) però me la cavavo col piffero alle medie :D
    Bel pezzo Simo(ne) :P :*

  5. Io sono 33 anni che suono, mi ricordo la sensazione di enorme sconforto nel constatare il primo guasto, l’impossibilità nel comunicare la necessità che hai dentro a chi sta lì e ti aspetta, anche perché son sempre stato parecchio bravo a suonare il campanello di casa.
    Vabbè, ciao Simo, ammazza che matusa che sei.

  6. Sai, non sempre quelli che suonano la chitarra sono al centro. Cioè, potrebbero essere anche al centro di un falò, mentre tutti, intorno, limonano.
    Comunque se rispolveri per bene la chitarra, io ci metto la voce, mi piacerebbe.

    1. Per come hai reagito al guasto direi che alla chitarra dovresti dedicare più attenzioni, perchè in fondo ci tieni e non solo per questioni di amar(cord)…

  7. Prova a chiedere un tendicorda …io ne ho cambiato un paio su altrettante chitarre….ne ho comprate parecchie che ho abbandonato nei posti più strani ma mi hanno sempre fatto compagnia…l’ultima che ho abbandonato l’ho lasciata in Iran dopo averla strizzata per 5 anni ma mi costava più di extrabagaglio che di quello che valeva
    ciao
    un sorriso

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