Kurt Cobain è morto

kurt cobain, nirvana, grunge, mortoDa qualche giorno penso a un titolo di un giornale. Diceva che Kurt Cobain è morto diciotto anni fa. Impossibile: diciotto anni. Che poi a me il grunge non è mai piaciuto tanto e quelle note disarmoniche negli accordi ispiravano solo dei “No, dai, così no”. Che sembravano sonorità di chi non sa suonare la chitarra e sposta un accordo a caso, senza barré. E poi vediamo quel che viene fuori.

Quando Licia mi ha detto che era morto Kurt Cobain, ha dovuto rinforzare il concetto con la didascalia “il leader dei Nirvana!”. E da come lo diceva ho capito che per lei era davvero un avvenimento. Neanche fosse Battisti o John Lennon, per dire. Lutti che avrei capito molto più facilmente.

Io e Licia eravamo amici. Grandi amici in quel periodo. Un’amicizia fatta di tanta frequentazione, tante discussioni. Ma nessuna attrazione, nessun bacio, nessun abbraccio. Neanche per sbaglio. Non che non meritasse, solo che proprio i nostri sogni erano distanti. E guardandola dal suo punto di vista direi lo stesso rivolgendo la sentenza verso di me.
Eravamo partiti assieme per una settimana in un campo profughi, in quattro. Gli altri due erano un bamboccione milanese di una decina d’anni più dei nostri forse venticinque e un ragazzino diciottenne di Santa Maria a Monte di Pontedera. Che a me più che una località sembrava una imprecazione molto articolata, ma io sono sempre stato troppo sarcastico.

Quando siamo arrivati al campo ci avevano consigliato di fingerci fidanzati. Per minimizzare le molestie dei troppi profughi annoiati. Quindi Licia e Simone hanno cominciato a recitare. Di notte poi, una camera, due letti lontani e luci spente. E chiacchierare di tutto per ore e ore. E finiva sempre che poi quando parlavo io, Licia si addormentava e io mi sentivo preso in giro e le tiravo qualcosa. Un maglione appallottolato, lanciato al buio senza abbastanza mira. E quando siamo tornati a casa ci siamo detti un “Nesno” che era un “Non lo so”. Che quando anni dopo abbiamo imparato la forma corretta “Ne znam”, poi non ci importava più. Allora ci bastava quel “Nesno”.
Ma è un’amicizia che è restata. Anche adesso che so chi è Kurt Cobain. Anche adesso che io vivo lontano seicento chilometri. Anche adesso che Licia è Amministratore Delegato di una banca estera. Anche adesso che dovevamo vederci con le nostre famiglie e che ha preso un’influenza a base di vomito ed è saltato tutto. Ma è un’amicizia che è restata. Una cosa bella.

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23 comments

  1. Proprio oggi credo si essemi reso conto che probabilmente, ho perduto un’amicizia per colpa della lontananza geografica. Un’amicizia simile a quella da te descritta. Quindi un pò ti invidio. Ed un pò ti odio.
    Ma sempre in amicizia.
    Sempre.
    Inoltre mi piacciono I NIrvana.

  2. Ti dirò, anche a me non sembra che sia passato così tanto tempo dalla morte di Cobain, non è mai stato il mio musicista preferito, eppure all’epoca la sua fine tragica mi colpì.
    Mi piace come hai raccontato l’ amicizia che resta malgrado le distanze e gli inevitabili ostacoli, davvero un cosa bella, di grande valore.
    E’ sempre un piacere leggerti, Simone!

  3. Io sto perdendo un’amicizia proprio in queste ore. Un’amicizia che non era un’amicizia, qualcosa di più, qualcosa di meno, qualcosa di diverso.
    Che dire? Spero che Kurt Cobain non sia morto invano.

  4. Io non mi ricordo che facevo quando è morto Kurt Cobain, forse manco sapevo chi era, ma poi l’ho saputo e mi sono comprata tutti i ciddì e cantavo a squarciagola tutte le canzoni e una l’ho pure cantata con una band, a scuola, durante un’assemblea.
    E vabbè, volevo arrivare al fatto che pensavo che Licia fosse diventata tua moglie, poi, e invece no, meglio, sarebbe stato un finale scontato e invece è una cosa bella.

  5. Mi scusi se esco dal seminato, ma per capire meglio, vuole intendere che la vita ha un andamento ciclico vichiano, o un andamento sinusoidale? (‘a volte le cose vanno su, a volte le cose vanno giù).
    Rispettosamente.
    p.

  6. In quel periodo in Africa c` erano milioni di persone che morivano in guerra e la gente perdeva tempo a ascoltare le canzoni di un drogato senza fare niente.

    Che tristezza!

    Gigi

      1. Tralasciando il discorso che paragonare Mozart e Dante a Kurt Cobain e` ridicolo,
        la morte di un bambino e` piu` importante di tutte le opere di Mozart e Dante messe assieme.

        Gigi

  7. Colpa di questo tempo grigio, ripensavo proprio stamattina alle amicizie perse, qualcuna per destino avverso, qualcuna per fortuna… Solo pochissime sono rimaste Amicizie, diverse sono diventate conoscenze. Ma tutte a modo loro hanno lasciato qualcosa di importante. Solo che non sono brava a mettere per iscritto i miei pensieri come te. Complimenti, è sempre bello leggerti.

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