Epico fango

golen, battaglia, palle di fango,Non ricordo bene chi fossimo, ma sono quasi sicuro che eravamo in quattro. Di sicuro c’ero io e c’era Marino. E poi anche Vudù. Sì, lo so, si dovrebbe scrivere woodoo, ma i soprannomi dati in dialetto, mica si scrivono con le regole grammaticali inglesi. Non ha senso. E poi a Vudù era stato affibbiato questo nomignolo per toglierne di mezzo uno peggiore, ma sempre per ricordare che portava sfiga. No, dai, non alimentiamo queste idiozie. Al massimo la portava un po’ a sé stesso, per qual suo modo di fare remissivo. Ma questa è un’altra storia.
Avevamo preparato tutti e quattro le nostre cassettine da pesca. Quelle di plastica coi comparti. Con dentro tutte le robine che cercavano invano di essere ordinate. Fili da pesca, ami, piombini, galleggianti. E qualche lenza preparata prima, nell’ombra di un fienile. E le canne fisse, ripiegate e legate dietro la bici.
Ci eravamo messi in bicicletta sull’argine, verso Quingentole. E poi abbiamo preso la discesa verso la golena, nel punto dove sapevamo. E che (anche a distanza di anni) non posso dire, perché noi pescatori mica possiamo dire “i posti” al primo venuto!
Mollate le biciclette dentro un cespuglio di robinia ci siamo messi a cercare come al solito una via nell’erba alta. Ma rispetto alle altre volte che facevamo quel percorso c’era una novità. Avevano arato un campo, dopo aver tolto i pioppi. E sulla terra argillosa era piovuto. Quell’argilla aveva un fascino indescrivibile. Così è stato un attimo, con le canne da pesca e le cassettine nella mano sinistra, allungare la destra per tastare, per appallottolare: perfetta. E la palla perfetta non va sprecata, va come minimo lanciata a Vudù.
Ci deve essere qualcosa di atavico nella lotta tra bande. Ma ci siamo divisi in due contro due e abbiamo posato dietro qualche pianta l’attrezzatura da pesca.
E’ iniziata la più mitica delle battaglie a palle di fango che l’Oltrepò mantovano abbia mai visto. E penso che se ci fosse stato un Omero qualsiasi nei paraggi, adesso saremmo persino famosi e immortali.
Dopo un tempo che non so definire ci siamo fermati. Stremati. Soddisfattissimi. Tracce dei colpi andati a segno sulle nostre magliette, sulle gambe e persino sui nostri capelli.
Abbiamo ripreso le biciclette senza chiederci se qualcuno avesse ancora voglia di pescare. E siamo tornati a casa.
Quando racconto ai miei figli della battaglia a palle di fango, non devo aggiungere nessun particolare, nessuna esagerazione. Era tutto perfetto.Solo ometto di precisare l’età che avevamo allora.

Advertisements

24 comments

  1. Ogni tanto mi tiri fuori questi ricordi… mi ricordo della battaglia e non mi ricordo di preciso chi era il quarto, forse mio fratello…forse era lui perchè eravamo un “tìm” di beach volley giocato in centro di un paese della bassa… o forse era qualche anno prima (ma non credo)!!!

    Che battaglia!!! Mitica… e tutta l’estate e l’estate dopo è stata raccontata!!! E ogni tanto ritorna alla nostra memoria :o)

    Però… sei sicuro che fossi due squadre? Non è che fossimo tutti contro tutti o tutti contro Vudù?

  2. Ho imparato ad amare il grande fiume e le sue terre golenarie proprio vivendoci vicino e devo ammettere che comincia a prendermi il cuore.
    I tuoi post invece dimorano lì dentro già da un po’ :)

  3. Eravate sufficientemente grandi, penso. C’è un’età in cui tornare bambini per qualche minuto (ok, ora) ti fa convincere che il meglio lo devi ancora dare, sempre.
    Questo racconto mi ha fatto venire in mente la partita a nascondino più bella della mia vita, eravamo una decina, solo la luna ad aiutare la vista in un bosco in Valtellina, risate da infarto e tecniche ninja. Mi sa che avevo sui 25 anni.
    Bel racconto.

  4. Io una sensazione così assolutamente liberatoria, così disinibente, l’ho provata, pensa te, giocando a Trivial Pursuit con quattro altri tizi/e variamente più giovani di me a novembre scorso. Le due ore più divertenti della mia intera vita.
    Peccato non mi sia sporcata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...