Sono solo righe

righe, pista ciclabile, mondrian, stradino, critico d'arteStamattina ho fatto una corsettina. Niente di speciale. Sette chilometri con lentezza. Senza cronometro né cardiofrequenzimetro né musica nelle orecchie. Il fatto è che li ho trovati tutti scarichi e ho finto disinteresse.

Ad un certo punto mi sono trovato davanti a un bel tratto di pista ciclabile. Deserta. Saranno stati cinque o seicento metri di marciapiede colorato di rosso e con una bellissima riga tratteggiata al centro. Bianca. A vedere questo tratteggio in prospettiva, ho pensato che era fatto proprio bene. Tanti trattini così perfetti, io non so mica come si facciano. I trattini, là, in fondo, diventavano sempre più piccoli, per colpa della prospettiva.E anche la loro distanza era piccola, insignificante.
Correvo nell’aria umida e pensavo che davanti a me c’era davvero una cosa bella. Che notavo per la prima volta, nella sua essenziale perfezione. E che il fatto che fosse fatta da uno stradino e non da uno che ha fatto scrivere artista sulla carta di identità, non la rendeva meno bella.
Ho pensato di chiedere una recensione di quella immagine ad un critico artistico di un’altra società. Una ipotetica società senza piste ciclabili. “Mi dica, professore: cosa ci vede? Le piace?”. Ho immaginato la fatica di trattenere una risata, quando la sua analisi da occhiali inforcati in punta di naso fosse cominciata. Ho immaginato le parole “L’artista denota una tendenza alla perpetuazione di elementi base. L’alternarsi di righe e di spazi a simboleggiare la ciclicità della vita. Ma la vera trovata sono quelle piccole sbavature al fine del tratto. Macchie di vernice bianca tra un trattino e il successivo. Incarnano la perfettibilità umana. La irrazionalità. Il caos che si insinua nei cicli e nella nostra infantile necessità di voler capire prima.”

Continuavo a correre sulla pista ciclabile. Ma pensando questa storia assurde del critico, ho cominciato a sentirmi furbo. Tanto furbo. Io che consideravo quelle righe tratteggiate solo una segnaletica orizzontale da pista ciclabile.
Poi mi è venuto in mente quando siamo stati a Parigi, l’autunno scorso. L’ultimo giorno, per incastrare meteo e orari, siamo andati al museo di arte contemporanea. Federico aveva tre anni e mezzo e la nostra preoccupazione principale era indugiare abbastanza. Federico con la reflex al collo che davanti a un Mondrian dice convinto “Sono solo righe”.
Anche allora mi sentivo furbo. Mi sentivo colto. Io lo so che Mondrian è Mondrian, mica uno stradino. Non sono solo righe. Ma quella semplicità, mi ha colpito.

Ma adesso mi sento messo in mezzo. Tra un ipotetico critico artistico che prende un granchio e un bambino che vede il re nudo.
Ok, sono solo righe. Ma sono righe bellissime.
Continuo a correre, che è meglio.

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11 comments

  1. Per soddisfare la tua curiosità sappi che i trattini sulla strada vengono fatti a spruzzo con una mascherina multipla. Te lo dice una che ne ha fatti tanti sulla sua strada. E’ un bene che correndo in lentezza tu possa perfino osservare dettagli. Per il resto, anch’io la penso come tuo figlio :)

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