Carota

Ogni inizio d’anno si fanno i propositi. Io ho smesso. Oltre alle previsioni, bigonerebbe avere il coraggio di fare i conti alla fine. I conguagli, i rendiconti. Ma visto che poi non sono capace di scegliere il giusto grado di severità, ho deciso di non farne. Niente conti. Allora neanche propositi. Che senso avrebbe fare piani se poi è già detto che non li controlleremo.

Quest’anno invece ho deciso (a gennaio) di cambiare qualcosa nel mio blog. Da pochi giorni (dalla fine di gennaio) il viola ha lasciato il posto all’arancione.
Non c’è una simbologia o un significato. Solo un cambiamento. Piccolo piccolo.

Pensandoci bene, io da piccolo questo colore non lo chiamavo neanche così. Lo chiamavo color carota. O brevemente carota. “Mi allunghi il carota che devo colorare il sole al tramonto?”.
Forse è un retaggio delle mie origini: tutti i miei avi sono nati in una terra dove crescono le carote ma non le arance. E cosa c’è di più naturale di dare agli oggetti i nomi di cose che abbiamo sotto mano?
L’attaccamento al lessico familiare così difficile da toglire. Soprattutto in mancanza di un movente. Adesso i miei figli mi prendono in giro quando dico carota come colore. E io lo faccio per sfida.

Quest’anno allora andiamo con il color carota.

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16 comments

  1. Mi piace l’arancione. La mia cucina è arancione e questo colore mi sa di vita.
    L’unica cosa è che il grigino del “leggo sempre” e “ma leggo anche” dovrebbe diventare più scuro…
    Bella scelta!!

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