Ungulati e carenza di concentrazione.

Ehi ma io parlando di distrazione avevo una bella storia da raccontare. Infatti volevo scriverla. Ma oltre che distrami, ho il vizio di divagare. Allora mi sono trovato a scrivere tutt’altro.
C’era un giorno che mi ero messo in mente di studiare gli ungulati. Sì, proprio di ungulati: dal punto di vista zoologico e nella loro interazione con l’uomo del ventesimo secolo. Quello che non mi lasciava tranquillo è che una categoria zoologica potesse essere così indeterminata. Ok, gli ungulati hanno le unghie come piede. Insomma: gli zoccoli. Ma questa sembra l’insiemistica delle elementari: in quell’insieme mettici tutti gli animali rossi. Rossi? Il lombrico, la coccinella e il carassio? Ma come! Non mi sono messo subito a sutdiare gli ungulati. Prima dovevo fare una cosa.
Avevo un walkman di una sottomarca. Costava la metà e anche se era più pesante, me lo facevo bastare. Anche l’inverno era duro. Come quella plastica. Dovevo uscire, quel pomeriggio, per fare le foto in formato tessera che mi servivano per un documento. Non ricordo se la patente ce l’avessi già, di sicuro avevo la bella abitudine di andare a piedi in ogni direzione fino ai trenta quaranta minuti.
Mia mamma mi aveva spiegato, con la sua enfasi didascalica da professoressa, il posto dove trovare un fotografo per le foto. Io non ho mai capito perché quando deve spiegare qualcosa si metta a scandire le parole come se parlasse ad una seconda media. “Non sono sordo, non sono rimbambito, non sono lontano”.
No, insomma… queste tre condizioni erano sicuramente vere allora. Adesso sono decisamente lontano, ma anche un po’ sordo e non mi ricordo la terza…
Seguo la spiegazione visualizzandola a mente. Auricolari, sciarpa, ascensore e vado. In strada il tasto play e seguo testi della musica e pensieri miei.
Faccio tutta la strada come descritto e, dopo una bella camminata, entro nel negozio che era poco prima dell’angolo che dà su piazza tal dei tali.
Entro nel negozio, apro la giaccavento incasinandomi coi fili della cuffia e dico “Buonasera, dovrei fare 4 fototessera”. Silenzio perplesso.
Dopo due secondi la signora risponde “Qui?”
Mi guardo intorno e mi accorgo di essere in una profumeria.
Avendo nel repertorio un bel po’ di frasi gentili del tipo “Oh, mi scusi” o “Devo avere sbagliato…” o ciarpame simile, guadagno l’uscita senza troppo imbarazzo.
Ecco: quel giorno sarebbe stato meglio avessi studiato gli ungulati, almeno avrei evitato una figuraccia e avrei imparato cosa sono.

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10 comments

  1. Gli Ungulati (dal latino ungulatum, ossia “provvisto di unghie” -intese come zoccoli-) sono un gruppo di mammiferi dal rango attualmente non ben definito, ma comprendente in generale quegli animali che appoggiano il proprio peso corporeo sulla punta delle dita, che hanno perciò sviluppato le unghie a guisa di zoccoli per proteggersi dall’usura.

    A parte la descrizione presa da wikipedia, per compensare le tue lacune, è bello vedere come partendo dagli ungulati si arrivi a parlare delle esperienze di vita e di ricordi.

    Mi rimane una domanda: ma poi l’hai trovato il negozio di foto?

  2. Ma come ti capisco!!! Sono figlia di una maestra…. Ogni tanto, quando parla, alzo la mano, le sorrido e le dico: “Mamma, posso giustificarmi?”. E come ride!

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